BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Fondazione Giovanni Santin ETS - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Fondazione Giovanni Santin ETS
X-ORIGINAL-URL:https://fondazionegiovannisantinets.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Fondazione Giovanni Santin ETS
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20180325T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20181028T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20190331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20191027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20200329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20201025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20210328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20211031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20220327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20221030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20241026
DTEND;VALUE=DATE:20241111
DTSTAMP:20260425T131516
CREATED:20241106T084125Z
LAST-MODIFIED:20241106T085135Z
UID:10000352-1729900800-1731283199@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:LE FORME DELL'ARTE di Stefano Jus
DESCRIPTION:
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/le-forme-dellarte-di-stefano-jus/
LOCATION:Circolo ACLI Torre\, Via Vittorio Veneto 3\, Pordenone\, 33170
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-04-at-21.12.16.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240427
DTEND;VALUE=DATE:20240525
DTSTAMP:20260425T131516
CREATED:20240502T081706Z
LAST-MODIFIED:20240502T082033Z
UID:10000318-1714176000-1716595199@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO
DESCRIPTION:  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n  \n 
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/litalia-e-una-repubblica-democratica-fondata-sul-lavoro/
LOCATION:Palazzo Municipale San Vito al Tagliamento\, Piazza del Popolo\, 38\, San Vito al Tagliamento\, 33078\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/05/Immagine-2024-05-02-095516.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230402
DTEND;VALUE=DATE:20230605
DTSTAMP:20260425T131517
CREATED:20240410T200939Z
LAST-MODIFIED:20240410T200939Z
UID:10000012-1680393600-1685923199@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:DEL CORAGGIO QUOTIDIANO ... STEFANO JUS
DESCRIPTION:
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/del-coraggio-quotidiano-stefano-jus/
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-2.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230325
DTEND;VALUE=DATE:20230605
DTSTAMP:20260425T131517
CREATED:20240410T201456Z
LAST-MODIFIED:20240410T201456Z
UID:10000013-1679702400-1685923199@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:RETROSPECTRUM
DESCRIPTION:DUILIO JUS \n  \nRetrospectrum \nLa stagione più vera e feconda \nOpere della collezione privata della famiglia Jus \ndi Alessandra Santin \n  \nDuilio Jus è indubbiamente un’icona dell’arte friulana del Novecento. Con il suo modo di comporre segni\, masse\, forme e colori\, elementi visivi e tecniche di ricerca personali ha fornito un contributo innovativo alla storia culturale e all’arte di questo nostro territorio friulano. Per certi aspetti defilato e marginale\, esso ha contribuito in modo sostanziale all’affermarsi del neorealismo italiano e al dibattito che si è sviluppato intorno alla valorizzazione della tradizione contadina\, riscoprendone gli aspetti più significativi e allargando le possibilità di quello che l’arte popolare poteva diventare. \nIspirato da diverse fonti culturali come la storia dell’arte\, la poesia\, la letteratura e gli aspetti della vita sociale contemporanea\, rapportati agli eventi personali e familiari\, Duilio Jus ha prodotto nel corso degli anni alcune sculture e un’ampia serie di lavori su carta\, tavola e tela che oggi costituiscono un archivio d’opere visivo e personale\, di  proprietà della famiglia Jus. Ricca e di notevole profondità e varietà\, questa raccolta testimonia la rilevanza della sua ricerca d’artista\, e costituisce il corpus della mostra Retrospectrum curata da Stefano Jus\, che l’assessorato alla Cultura del Comune di Zoppola e l’associazione???ha voluto realizzare negli spazi della Galleria D’arte ???Costantini di Castions. \nLa vitalità culturale di questo artista\, alimentata da un’inesauribile creatività\, ha superato i confini locali e ha avuto riscontri a livello nazionale e internazionale. Si ricordano\, solo per farne esempio\, le esposizioni in Francia\, Australia e in Canada e i numerosi premi ai concorsi e alle ex-tempore che caratterizzavano la vita culturale dal dopoguerra agli anni ottanta/novanta. \nRetrospectrum è un’esposizione particolare\, proprio perché espone parte di un archivio dettato dal desiderio dell’artista e della sua famiglia di mantenere a sé e di proteggere molti schizzi preparatori\, alcuni appunti visivi esistenziali\, i bozzetti e le diverse opere selezionate\, compiute e preziose in cui affiora prepotentemente la persistenza di quegli elementi significativi che qualificano l’eccezionalità del suo operato.  Esso scandisce inevitabilmente anche gli eventi della vita personale e familiare di Duilio Jus. \nTutte le opere si rivelano come testimonianze della sua produzione raccolta\, già si diceva\, come fosse l’espressione di un diario intimo\, esistenziale\, guidato dal desiderio di non disperdere istanti di vita\, tradotti nel tempo presente in visioni rivolte a pochi intimi\, o realizzate addirittura solo per se stessi e salvate in quello spazio esclusivo della memoria storica che rivela quali sono\, alla fine dei conti\, i momenti più importanti della vita\, nella sua stagione più vera e feconda. La morte prematura e inattesa dell’artista cristallizza questo patrimonio che nel tempo i familiari hanno riordinato\, arricchito e salvaguardato. \nAll’interno dell’atelier del figlio Stefano e a casa della moglie Annamaria\, con le modalità necessarie alla riservatezza\, mi vengono mostrate le cartelle archiviate\, suddivise sia cronologicamente che per tecniche e materiali utilizzati. I gesti\, nelle luce serale\, lasciano affiorare il sentimento di apertura di un mondo fino a poco tempo prima custodito gelosamente. Leggendo le carte svelate a ritmo lento\, ho avvertito prepotente la sensazione di violare un’intimità domestica e  contemporaneamente l’onore della fiducia in me riposta; infine mi è parsa preziosa la generosa disponibilità a condividere la dimensione più privata dell’artista anche con la comunità di appartenenza e con il mondo esterno. Nell’esposizione Retrospectrum l’operato cessa di essere individuale e privato e si trasforma in bene di tutti\, ricchezza sociale necessaria alla crescita comune anche delle nuove generazioni. Le opere\, come logos visivo non più solo interpersonale-familiare\, prendono la parola e si raccontano. Attraverso un vero e proprio lessico d’arte si lasciano leggere da tutti noi\, che le guardiamo attentamente\, consapevoli del privilegio e grati del gesto. \nI temi presenti sottolineano il bisogno di Duilio Jus di tornare su alcuni luoghi\, di accogliere in essi\, quasi come figure superstiti\, gli oggetti e gli uomini del suo presente o del passato prossimo friulano: i muri di sassi\, gli strumenti dei lavori nei campi\, i cesti\, le mani nodose e dolenti dei contadini \, le schiene curve per le fatiche degli anni\, le pause nell’andare delle stagioni. I silenzi più eloquenti di questa umanità sorpassata dal presente industrializzato e tecnologico\, fanno di queste opere i testimoni di valori che reclamano il diritto della memoria. Fantasmi di un ieri portatore di tragici eventi\, esse rivelano la necessità di percorrere anche nuove vie\, di accogliere spazi che valorizzano il vuoto\, di accettare le astrazioni poetiche necessarie ad un futuro carico di speranze\, che non possono e non devono essere del tutto infondate. \nSi incontrano negli spazi domestici delle diverse opere i figli Stefano\, Pierpaolo ed Elena\, la bella moglie in dolce attesa: essi sono rappresentati attraverso vere e proprie luci quasi informali\, dati per accenno su colori pastosi e inediti\, come le stagioni si rivelano sospesi tra realismo ed astrazione. Le attese di nuovi raccolti\, i gesti incisi col fondo del pennello su materie pastose contro cieli liquidi e trasparenze aeree tornano\, insieme  ai riti ormai impermanenti\, alle pulsazioni della vita futura\, all’enigmatico divenire. \nE poi si legge l’amore\, le nascite\, gli incontri di parenti e amici; gli ambienti accennati e spogli\, quasi sempre gli stessi; le vie lungo le case di paese; il sanatorio e le sedie accanto ai portali; il poco e il vuoto dei luoghi più amati e già scomparsi; le atmosfere maggiormente presenti\, determinate ad ispirarlo. \nLa mostra raccoglie almeno trent’anni di attività in un percorso articolato in sezioni che restituiscono\, certo non interamente\, il mondo dell’arte visiva di Duilio Jus\, uomo e artista. Al contempo esse consentono di entrare in contatto con la realtà di un tempo storico carico di passaggi e cambiamenti\, testimonianze della natura poliedrica della seconda metà del Novecento e delle sue creazioni e contraddizioni. Come accade con i soggetti delle sue opere\, anche le tecniche subiscono continue inevitabili trasformazioni\, dal naturalismo all’astrazione; dai primi disegni ai monotipi e alle chine liquide e vibranti; dalle tempere realistiche alle composizioni ponderate degli olii\, su cui dominano grovigli e rovi. I primi lavori accademici si rapportano ai ritratti a matita di amici e ospiti del Sanatorio di Pordenone\, dove l’artista ha vissuto per circa un biennio. Innumerevoli le diverse angolazioni delle figure realizzate con pochi segni sapienti e ininterrotti\, per delineare i tratti fisiognomici\, le posture\, le età e i pensieri dei protagonisti del suo operato. Poi si scoprono i monotipi realizzati con la cera liquida su carte imbevute d’acqua\, che assorbe poco le tinte smorte di ambienti\, forme e ceste\, opere evanescenti come la memoria. Quindi le tempere dense e vergini sono accostate per sperimentare inediti effetti visivi e per lasciar essere le immagini che suggeriscono sensazioni nuove. Le serie selezionate per la mostra mettono in luce quei motivi che da sempre fanno parte del suo immaginario\, con le rappresentazioni dei piccoli borghi\, delle desolate distese piane\, attraversate da strade senza confini. \nDuilio Jus evoca una visione profondamente friulana della terra. I suoi numerosi lavori si traducono non solo in esperienze personali ma anche in occasioni per raccogliere spunti e raccontare il paesaggio sociale e le vite dei suoi abitanti. \nIl percorso in mostra si chiude con una serie di veri capolavori ad olio (tra tutti Sul confine  del 1979\, Cellina  del 1983) rappresentativi della cifra poetica e stilistica di Duilio Jus\, composizioni perfette ed equilibrate frutto di molto lavoro\, di grande capacità tecnica\, di un sentire indagato e consapevole e infine di una passione inesaurita.
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/retrospectrum/
LOCATION:Galleria Celso e Giovanni Costantini\, Castions\, 33080\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-3.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20210315
DTEND;VALUE=DATE:20210415
DTSTAMP:20260425T131517
CREATED:20240420T160900Z
LAST-MODIFIED:20240420T160900Z
UID:10000281-1615766400-1618444799@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:LA FORMA DELLA LUCE
DESCRIPTION:Stefano Jus \nLA FORMA DELLA LUCE. \nTra le suggestioni di Nicola Grassi. \n“In verità\, non esistono né segreti\, né misteri: tutto è magia nell’ombra. Junichiro Tanizaki \nIl fondo nero e compatto delle opere di Stefano Jus ha\, come l’ombra\, un silenzio tutto suo e una capacità di stratificarsi più come materia che come luogo.Il nero denso e vellutato\, steso con gesti larghi e decisi\, ha la bellezza oscura del mistero\, della Storia ancora enigmatica in cui c’è perdizione\, ricerca e al contempo verità. I monocromi oscuri di Stefano Jus realizzati per questa mostra dal titolo emblematico “La forma della luce”\, interpellano la magia e le suggestioni prodotte dalla luce radente\, che è una delle cifre sostanziali del linguaggio visivo di Nicola Grassi. Posta al di fuori e di lato all’opera\, questa luce crea contrasti molto netti\, spazi indefiniti a “luce nera” (già realizzati da Fontana negli anni cinquanta del Novecento\, il secolo breve e buio) in cui fluttuano figure interattive\, luminescenti e in dialogo costante. Più che i contenuti\, le tecniche e la tavolozza\, è il processo di ricerca del Grassi ad interessare Stefano Jus. Le linee portanti di ogni singola opera negano profondità ambientali\, lo spazio sembra comprimersi o dilatarsi intorno ai personaggi ritratti\, e alle relazioni che tra loro intercorrono e si moltiplicano\, interpellando l’osservatore\, facendogli perdere il senso delle dimensioni e dell’orientamento. Come affiorassero dal liquido più inteso i volti quasi scolpiti e i profili delle braccia e dei corpi coinvolgono e ribaltano i punti di vista: l’ombra non è più la conseguenza della luce ma è invece il suo scopo primario. La luce\, infatti\, manipolata sapientemente da Stefano Jus\, forma corpi-ombra consistenti\, composti da masse materiche pesanti e pulsanti. Quest’uso del corpo-ombra come “presenza di un’assenza”\, è una suggestione ampiamente utilizzata dal linguaggio poetico-visivo\, lungo l’intero corso della Storia dell’arte (e non solo nel lavoro di Nicola Grassi). Gli artisti\, infatti\, hanno sempre dimostrato di voler sfruttare la luce per ottenere valori tonali ed atmosfere\, qualità delle superfici e forma consistente dei corpi. Ne “La Rebecca al Pozzo” la luce guidata da Stefano Jus entra nel dipinto e taglia diagonalmente tutta l’immagine\, sfiorando dapprima il volto e le mani protagoniste\, per poi illuminare le figure intorno. Questa stessa la luce è stata per Nicola Grassi l’elemento trasfigurante\, capace di attenuare il realismo accademico. Stefano Jus ne coglie l’elemento simbolico e vitale: concettualmente la luce diviene ben presto la chiave della sua maggiore espressione pittorica\, capace di saturare gli spazi con figure inquiete\, che non vogliono stare nei quadri\, che debordano\, che sconfinano\, che sembrano emanare esse stesse la luce assumendo\, già si diceva\, un carattere di trasfigurata materialità. Acrilici\, terre su intonaci\, acquerelli e litografie testimoniano la necessità di Stefano Jus di misurarsi con tecniche\, materiali\, dimensioni sempre differenti\, per esprimere non solo i contenuti quanto\, piuttosto\, i processi di ricerca che necessitano di prove\, bozzetti\, opere compiute e opere incompiute\, testimonianze di una ricerca mai pienamente conclusa\, mai compiutamente appagata. Su di essa termina il nostro sguardo che si arrende alla drammaticità abbagliante della vita di relazione\, resa mediante composizioni mutuate dal linguaggio cinematografico. Spesso in queste opere affiora il gioco sapiente degli opposti: la bellezza innocente della giovinezza contro la decadenza austera della vecchiaia; l’assorta solitudine colta nell’intensa immobilità del volto contro il dinamismo esasperato dei corpi in lotta; la linearità delle scritture corporee nei “Condomini” contro la caotica gestualità delle folle\, ritratte nel dinamismo dell’evento storico (in Canoni Settecenteschi\, solo per dare un esempio). La seduzione dei monocromi bui è funzionale ai temi caratteristici della cultura contemporanea\, nella quale ritorna incessante l’inquietudine delle crisi\, la violenza di genere\, la dolcezza intatta delle maternità sempre più rare\, il discredito della vecchiaia\, il timore del vuoto\, l’intimità violata dell’amore: ovunque si contrae la vita e si crea un cortocircuito che si rivela nell’abbondanza del materiale iconografico realizzato da Stefano Jus\, instabile e insieme definitivo\, contemporaneo e insieme antico. La ricerca dell’artista si muove sempre tra le suggestioni del passato e le illuminazioni del presente\, nella complessità dei corpi e delle figure umane che si rivelano nel buio dell’oggi\, come costruzioni architettoniche evidenti e come illusioni manifeste\, solo per poco nella suggestione dell’istante. \nAlessandra Santin
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/la-forma-della-luce/
LOCATION:Museo Civico di Storia Naturale\, Via della Motta 16\, Pordenone\, 33170\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/161279466_2809406289277431_7330233260160071933_n-roreekmzk8.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20191207
DTEND;VALUE=DATE:20200206
DTSTAMP:20260425T131517
CREATED:20240420T144525Z
LAST-MODIFIED:20240420T144525Z
UID:10000252-1575676800-1580947199@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:DEL CORAGGIO QUOTIDIANO - STEFANO JUS
DESCRIPTION:La S.V. è invitata mercoledì 7 dicembre alle 17.30 Scala del Bovolo Venezia all’inaugurazione della Mostra … del coraggio quotidiano di Stefano Jus \nRsvp (si riservano biglietti gratuiti\, necessaria la conferma\, grazie) \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n…DEL CORAGGIO QUOTIDIANO – Venezia News \nwww.artribune.com/mostre-evento-arte/stefano-jus-del-coraggio-quotidiano/
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/del-coraggio-quotidiano-stefano-jus-2/
LOCATION:Scala Contarini del Bovolo\, Scala Contarini del Bovolo\, 4303\, Venezia\, 30124\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-30.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20190929
DTEND;VALUE=DATE:20190930
DTSTAMP:20260425T131517
CREATED:20240420T150041Z
LAST-MODIFIED:20240420T150041Z
UID:10000259-1569715200-1569801599@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:ARTE IN PALAZZO CON IL FURMIÀR DI STEFANO JUS
DESCRIPTION:Si invita la S.V. \nalla cerimonia inaugurale \ndella Settima Edizione di Arte in Palazzo   con\nIL FURMIÀR\ndi Stefano Jus\ndomenica 29 settembre 2019\, ore 11.00\nGalleria Civica d’Arte Celso e Giovanni Costantini – Castions di Zoppola   Intervento critico di Alessandra Santin
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/arte-in-palazzo-con-il-furmiar-di-stefano-jus/
LOCATION:Galleria Celso e Giovanni Costantini\, Castions\, 33080\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/arte_palazzo_2019_pieghevole_def_1-page-001-e8kq8ughes.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR