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SUMMARY:PIETRO CASONATO - BARANYA\, UNGHERIA
DESCRIPTION:PIETRO CASONATO \nBARANYA \nUNGHERIA \n  \n  \n… \nallora forse non ti sarai aggirato quaggiù inutilmente \nJános Pilinszky \n  \n  \nNel 2021\, a cent’anni dalla nascita del poeta ungherese János Pilinszky\, Pietro Casonato aveva programmato una mostra fotografica che documentava poeticamente un suo viaggio nelle terre d’Ungheria. \nPurtroppo la pandemia ha imposto tempistiche differenti e quel progetto si è potuto realizzare nel 2022 negli storici spazi di Ca’ Lozzio Incontri\, a Piavon di Oderzo (TV). \nSi è trattato di una prima tappa dell’esposizione che nel 2024 si sposta\, su invito della Fondazione Giovanni Santin\, a Budapest\, nella prestigiosa MuseumGallery. \nStupiscono le opere dell’artista Pietro Casonato per alcune scelte che fanno di questo corpus un unicum raro\, dai contenuti e dalle forme stilistiche inattese: da un lato le opere fotografiche ritraggono il mondo silente ed enigmatico di pastori e agricoltori ungheresi (in territori piani\, su campi cristallini e paesi incantati)\, e dall’altro la dimensione ovattata e monocroma del bianco permette di valorizzare ogni luogo in cui rallenta il tempo della narrazione. Oltre la velatura\, come da una nebbia preziosa\, affiorano rari elementi sui quali il colore riverbera appena. Questa delicatezza cangiante incatena l’attenzione offrendo a ciascuno la possibilità di guardare là\, dove lo sguardo dell’artista si è posato per il tempo necessario alla lettura. In queste opere il senso poetico dell’esistenza si esprime nella sua armoniosa e vibrante bellezza e il nostro sguardo può cogliere: il cesto dei pesci\, frutto di una lenta giornata di lavoro; l’allinearsi dei tetti di un lontano paese\, Baranya\, che pare disegnato da un bambino con le sue finestre decorate e i semplici cortili; le strade bianche che si addentrano in boschi fiabeschi con personaggi solitari; il procedere lento del gregge vegliato dall’anziano pastore; il galoppare distante di cavalli e cavalieri magiari su sfondi impreziositi da ordinati filari di alberi … \nOvunque assistiamo alla visione di un mondo contemporaneo che ancora accoglie la pausa\, dimensione ricercata dall’artista che anela il ritmo cadenzato\, l’eleganza più semplice\, il valore aggiunto e indispensabile della lentezza. \nNon c’è l’Ungheria che ci aspettiamo in queste foto\, non c’è l’Ungheria che abbiamo conosciuto in viaggi “turistici” che seguono le tappe tradizionali: i siti archeologici e architettonici e le bellezze ambientali in cui si praticano gli sports e si rincorre “divertimento e conoscenza”. \nRitrae il tempo antico della vita semplice\, Pietro Casonato\, come fa quasi sempre\, ma questa volta in modo del tutto nuovo. Oltre il visibile l’artista colora (pochissimo\, fermandosi prima del necessario) alcuni particolari che subito si caricano di “peso” emotivo e ci pongono in dimensione di ascolto (di una storia\, di un sopravanzare del nulla splendido\, di uno stupore\, dell’enigma dell’esistere nella vita e anche nella sua fine\,…) Protagonisti minori questi frammenti della visione conquistano la scena e la dominano senza far rumore e senza cercare risposte. Sono enigmi poetici degni del mito\, della forma del sogno\, della residenza formale nel mondo della poesia. \nCommuovono queste opere fotografiche\, come già hanno fatto le Vanitas fiamminghe del Seicento\, ma il valore estetico e le atmosfere sono il frutto di un vero ribaltamento di illuminazioni e tavolozze. Il chiarore soffuso sostituisce i neri profondi\, e le luci perlacee illuminano più del calore giallo delle fiamme. Sono queste strategie pallide e inattese ad aprire un mondo nuovo in cui lo sguardo di Pietro Casonato osa\, in cui ci sentiamo ospitati e ci culliamo. La tragica realtà dei tempi odierni si zittisce nella sua oscenità. \nLa forza delle opere esposte è data dalla composizione sapiente di pesi\, colori e misure che incarnano una bellezza interiore\, viva solo nei poeti. Incontrarla è sempre una fortuna se ci diamo il tempo e il modo di riconoscerla. \nLa mostra BARANYA di Pietro Casonato ci lascia nel desiderio del viaggio in un luogo che ha ancora tutte le caratteristiche dell’isola che non c’è. Pietro Casonato l’ha “abitata” e come Jànos Pilinszky si è interrogato sulle questioni fondamentali della vita\, sul destino di ogni individuo\, sulla ricerca del significato del viaggio e del mondo. Per Pietro Casonato la fotografia è misura del Tempo\, è la cassa di risonanza di ogni esistenza. \nAlessandra Santin \n  \nBudapest 24-11-2024 \nMisura il tempo\, … il presente immobile delle schegge\, … il silenzio dei sentieri e delle radure\, nel supporto del frammento \n… \nJános Pilinszky
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