BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Fondazione Giovanni Santin ETS - ECPv6.15.14//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://fondazionegiovannisantinets.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Fondazione Giovanni Santin ETS
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20130331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20131027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20140330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20141026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20150329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20151025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20160327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20161030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20170326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20171029T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20140410
DTEND;VALUE=DATE:20140411
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20130401T155516Z
LAST-MODIFIED:20240421T184419Z
UID:10000019-1397088000-1397174399@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:PROGETTO EUROPEO RE.ACTION
DESCRIPTION:La Fondazione Giovanni Santin Onlis ha partecipato attivamente al  Progetto Europeo Re.action: “REsources Anti-Crisis: Town-twinning\, Innovation\, Openness and Networking”\, promosso dal Comune di Porcia\, dando supporto all’artista Vico Calabrò\, che ha effettuato la ricerca e ha realizzato l’opera tradotta in incisione donata ai rappresentanti delle delegazioni internazionali e con il testo critico dell’opera curato da Alessandra Santin. \n\n\n\nLo scopo principale del progetto è la promozione di una cittadinanza europea attiva e l’incontro tra i rappresentanti delle comunità locali di tutta l’Europa per uno scambio di esperienze\, pareri e valori e il gemellaggio delle città\, tematica a cui la Fondazione è da sempre  molto sensibile \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nVICO CALABRO’ \n\n\n\nOltre il viaggio. PORCIA. \n\n\n\nVivere il luogo come condizione dell’anima. \n\n\n\nDonatello e Brunelleschi amavano osservare\, misurare e ricopiare le antiche rovine di Roma\, Leonardo da Vinci e Albrecht Durer hanno lasciato nei loro taccuini di viaggio eccellenti disegni di paesaggi. \n\n\n\nNel XVII secolo il piacere di scoprire e di rappresentare ambienti sempre nuovi ha portato alla nascita di un vero e proprio genere\, quello dei carnet de voyage. Le testimonianze più significative si devono a pittori del valore di Turner\, Ruskin e Delacroix che tenevano una sorta di diario visivo personale. \n\n\n\nNell’arte moderna la spinta di questa Wanderlust (dal tedesco: wander vagare\, lust passione) porta verso mondi lontani\, dove lo sguardo vergine si rivolge ad una natura incontaminata (Paul Gauguin)\, con particolari condizioni di paesaggio e di luce (Paul Klee). Negli anni ’50 del ‘900 nasce la cultura on the road e in seguito si assiste a una forte predisposizione al viaggio soprattutto in direzione dell’Oriente. \n\n\n\nNel contemporaneo si acquisisce questo interesse per l’arte e il luogo. Kounellis si definisce “un viaggiatore consumato” e sostiene che il viaggio verso la conoscenza è\, in fondo in fondo\, il vero senso della propria vita dedicata all’arte. \n\n\n\nVico Calabrò si inserisce a pieno diritto tra questi esempi per la passione che lo anima quando si ritrova in viaggio verso nuovi paesi ed inaspettate esperienze. \n\n\n\nDurante la sua ricerca artistica si è trovato a vivere e  lavorare in Giappone\, in Tunisia\, in Bielorussia\, in Brasile e in molti altri paesi ancora\, vicini o lontanissimi\, portando con sé uno sguardo ogni volta rinnovato\, quello che Proust augurava ad ogni uomo di avere\, per poter vivere pienamente la propria vita. \n\n\n\nTra le ultme tappe di questo lungo e articolato percorso va ricordata quella effettuata nel 2014 in provincia di Pordenone\, a Porcia\, località ricca di testimonianze storiche ed architettoniche (soprattutto medioevali)\, naturalistiche e ambientali. \n\n\n\nVico Calabrò\, attratto dal paesaggio naturale e antropico\, vi ha trascorso alcuni giorni respirando le atmosfere e osservando le luci  delle diverse ore del giorno\, cercando documenti conservati negli archivi pubblici e privati\, assaggiando i sapori genuini delle pietanze tradizionali e dei vini preziosi. \n\n\n\nParlando con la gente comune\, con i ricercatori e gli appassionati\, ha avuto la possibilità di immaginare contesti e situazioni\, di conoscere le opere e il pensiero di alcuni uomini e donne illustri che lo hanno abitato e visitato\, progettato e valorizzato. Molti hanno lasciato documenti del proprio lavoro e degli interessi che hanno caratterizzato la ricerca. \n\n\n\nLe esperienze di vita\, i contenuti\, i nuovi saperi\, la presenza di opere ancora visibili e visitabili\, i dialoghi e i rapporti personali con la gente del luogo hanno ispirato Vito Calabrò che ha prodotto numerosi appunti\, schizzi e disegni. Tra gli altri ne ha scelto uno e lo ha tradotto in opera incisoria magistralmente stampata dalla Stamperia d’arte Busato di Vicenza. \n\n\n\nIn essa il nostro sguardo può leggere poeticamente l’attualità del passato  riflesso nel presente di alcuni luoghi dal fascino indiscutibile. \n\n\n\nLo sguardo di Vico Calabrò offre una visione unificante e omnicomprensiva della vita vissuta e raccontata: del farsi dell’evento nei luoghi rappresentati; del tempo trascorso tra realtà e immaginazione. La memoria gioca\, grazie all’arte\, e permette il libero movimento tra presente e futuro. \n\n\n\nLa chiave poetica che consente all’artista la straordinaria capacità di sintesi è divenuta modalità di indagine e di conoscenza che va al di là della scelta di un singolo strumento interpretativo. \n\n\n\nInfatti\, attraverso la forza leggera del disegno e l’intensità della composizione si evidenziano la bellezza assoluta e la semplice complessità della storia\, capace di alludere\, di narrare senza mai voler giungere ad una conclusione definitiva e senza ridurre l’enigmaticità dell’esistenza. \n\n\n\nCon perizia volutamente descrittiva il disegno narrativo di Vico Calabrò immagina e realizza la compresenza di alcuni edifici emblematici: procedendo da destra verso sinistra il Duomo\, il Castello\, la Chiesa di Santa Maria\, il bel Municipio  Vecchio e la Torre dell’Orologio\, visti al di là delle acque del Bejon. Le strutture architettoniche si illuminano reciprocamente secondo affinità e dissonanze; attraverso la rappresentazione rendono visibile ogni riflessione culturale\, ogni incursione nel sociale. Prima tra gli altri affiora la città di Porcia\, come spazio di scena in cui gli antiche edifici enfatizzano il significato simbolico del luogo\, che si fa contenitore del Tempo\, del fluire festoso\, a volte tragico\, sempre laborioso della vita. \n\n\n\nIl luogo si carica di un senso ulteriore\, diviene condizione ineludibile di espressione poetica di Vico Calabrò\, artista dagli occhi curiosi\, fantasiosi ed insaziati. \n\n\n\nAlessandra Santin
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/progetto-europeo-re-action/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/litografia-ez0x0yzhc.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150101
DTEND;VALUE=DATE:20150102
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T163644Z
LAST-MODIFIED:20240421T183838Z
UID:10000024-1420070400-1420156799@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:VENEZIA SI VESTE A FESTA PER IL CINEMA
DESCRIPTION:Manca solo un giorno alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia. A Venezia vige una sorta di calma apparente\, ma sappiamo che questa strana atmosfera durerà poco. Domani i media prenderanno d’assalto i red carpet\, il Palazzo del Cinema si riempirà di ospiti di prestigio e anche di curiosi. \n\n\n\n\n\n\n\nAi film “Il mercante di Venezia” ed “Otello” di Orson Welles spetterà il compito proprio nella cerimonia di pre-apertura di stasera\, di lanciarci in questa decina di giorni di cinema e cultura. Tanti\, tantissimi i film in concorso e fuori concorso che verranno apprezzati da platee di spettatori piuttosto eterogenee. \n\n\n\n\n  \n\n\n\n\nIl monologo perduto del Mercante di Venezia di Orson Welles\, che verrà proiettato proprio questa sera gratuitamente al pubblico veneziano. \n\n\n\nSino ad ora abbiamo raccontato qualche pillola dei film stranieri e di quelli italiani che verranno proiettati\, ma è chiaro che succederà tutto da domani in poi. \n\n\n\n\nUna scena del film “Winter on fire” che verrà presentato a Venezia 72\n\n\n\n\nE’ inutile azzardare pronostici\, visto che sappiamo bene che pellicole assolutamente sconosciute e di cui non si era parlato prima del festival\, si sono rivelate in altre edizioni vincenti. Noi faremo del nostro meglio per vedere il maggior numero di film possibili e ci concentreremo soprattutto sulle pellicole che difficilmente ritroveremo nei grandi multisala. \n\n\n\nSarà bello vedere una Venezia vestita a festa per il grande cinema. \n\n\n\nE sarà pure un privilegio raccontarvelo! \n\n\n\nChiara Orlando \n\n\n\nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/venezia-si-veste-a-festa-per-il-cinema/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-3-1.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150301
DTEND;VALUE=DATE:20150302
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T164307Z
LAST-MODIFIED:20240421T183804Z
UID:10000025-1425168000-1425254399@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:UNA NOTTE PIENA DI STELLE DEL CINEMA -VENEZIA 72
DESCRIPTION:Poco male se ieri sera a Venezia c’erano poche stelle in cielo\, quelle del red carpet ci sono bastate!Il primo giorno di Festival non poteva iniziare meglio: siamo riuscite ad assistere all’anteprima mondiale di Everest e in sala c’erano tantissime stelle del cinema. \n\n\n\n\nL’attore Josh Brolin\, il primo a sx\, si intrattiene con gli altri attori del cast.\n\n\n\n\nPeccato che a fine proiezione\, quando era momento di raccogliere le nostre valutazioni per confrontarci in merito al film\, siamo state distratte dal bel Jake Gyllenhaal\, che con barba lunga e capello pettinato all’indietro\, ci ha sfiorato mentre usciva dalla sala. Sì\, avete letto bene: è lui che ha sfiorato noi\, non è successo il contrario. \n\n\n\n\nJake Gyllenhaal in sala alla Prima assoluta di Everest\n\n\n\n\nE dobbiamo pure ammettere che il fascino di questo ragazzone in papillon e abito nero (un velluto morbidissimo quello della giacca…) ci lasciato a bocca aperta per un po’. \n\n\n\n\nJake Gyllenhaal lascia la sala dopo la proiezione del film\n\n\n\n\nVisto che le premesse della serata erano buone\, abbiamo pensato bene di fare una capatina a vedere che atmosfera si respirava all’ Hotel Excelsior. La festa in spiaggia presentava una suggestiva scenografia realizzata con gusto e ricercatezza. \n\n\n\n\nL’allestimento esclusivo dell’ Hotel Excelsior per gli ospiti e le stars\n\n\n\n\nInsomma\, il primo giorno della Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia non poteva soddisfarci più di così. \n\n\n\n\nUno scorcio del red carpet del Palazzo del Cinema\n\n\n\n\nAnche la nostra aspettativa sulla città è stata mantenuta: potremmo pure sbagliarci\, ma Venezia è ancora più seducente con il tappeto rosso del Lido\, perché è come una bellissima donna con un filo di rossetto: non si può non notarla. \n\n\n\nChiara Orlando \n\n\n\nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/una-notte-piena-di-stelle-del-cinema-venezia-72/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-4-1.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20150801T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20150801T170000
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T164732Z
LAST-MODIFIED:20240421T183728Z
UID:10000027-1438416000-1438448400@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:L'HERMINE
DESCRIPTION:È un film che divide la critica quello del regista francese Christian Vincent. L’Hermine\, termine che in francese indica l’ermellino\, racconta la vita professionale e privata di un Presidente di Corte d’Assise.Il Presidente “a due cifre” – così viene chiamato dai suoi colleghi poichè infligge pene mai inferiori di dieci anni – è detestato e temuto. \n\n\n\n\nIl temuto Presidente di Corte d’Assise Racine in una scena del film\n\n\n\n\nSeppure L’Hermine riesca a caratterizzare i personaggi mettendo a nudo i sentimenti e le fragilità di un uomo apparentemente tutto d’un pezzo e solitario\, il film presenta degli intoppi che sono dovuti all’eccessiva distinzione tra la vita professionale e quella privata di Monsieur Racine. \n\n\n\n\nL’attrice Sidse Babett Knudsen in una scena di L’Hermine\n\n\n\n\nEd anche se l’idea di separare in modo così netto questi due aspetti del protagonista pare una scelta voluta dal regista stesso\, essa non riesce a convincerci. Questa scelta non fa decollare il film\, lo rilega alla banalità.Non vi è nulla da dire invece sullo straordinario Fabrice Luchini\, che mette in campo tutta la sua verve creativa e il suo talento di grande attore. \n\n\n\nPuntiglioso e preciso in aula\, Racine è brillante e tenero quando si intrattiene con la donna che ama da anni e che rincontra – così vuole il caso – proprio in tribunale come giurata ad un processo per omicidio di cui è presidente. \n\n\n\n\n\n\n\nQuello che è piaciuto a tutti di questo film è il suo essere assolutamente francese in ogni singolo fotogramma: dai dialoghi con cui si presentano a vicenda i giuristi\, agli scorci nei quali si intravede una tipica cittadina francese. \n\n\n\nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/lhermine/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-6.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150821
DTEND;VALUE=DATE:20150822
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T160538Z
LAST-MODIFIED:20240421T185224Z
UID:10000020-1440115200-1440201599@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:AL LIDO DI VENEZIA FERVONO I PREPARATIVI - VENEZIA 72
DESCRIPTION:Cresce l’attesa per la 72ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’edizione 2015 vede come Direttore Alberto Barbera e come Presidente di Giuria il pluri premiato regista Alfonso Cuarón\, una garanzia come esperto di cinema e uomo di cultura. Proprio al Lido di Venezia nel 2013\, Cuarón presentò in anteprima mondiale Gravity\, film che si è portato a casa ben 7 statuette Oscar al Kodak Theater di Los Angeles. \n\n\n\nMai come quest’anno la scelta delle pellicole da presentare in Concorso è stata difficile vista la grande quantità di opere pervenute. I soliti polemici affermano che ciò non è un segnale positivo\, ma che possa bensì incidere sul tipo di proiezioni perché si perderebbe in qualità\, ma noi siamo certi che con una giuria internazionale come quella che presenzierà quest’anno Il Concorso\, non si correranno rischi. \n\n\n\n\n\n\n\nIl programma della 72 esima edizione è già online\, l’App per essere costantemente aggiornati sulle proiezioni pure (anche se sarà ufficialmente operativa a partire dal 2 settembre). Non ci resta dunque che infilare in borsa i taccuini ed un paio di ballerine per spostarci agevolmente da una sala di proiezione all’altra.Nei prossimi giorni avremo modo di scrivere dei film più attesi e parleremo pure di quelli meno conosciuti\, ma che rappresentano un tipo di cinema sempre più apprezzato dal pubblico. \n\n\n\nAl Lido di Venezia fervono da mesi i preparativi per ospitare i grandi nomi del cinema e della cultura internazionale. Un fazzoletto di terra si trasformerà per una decina di giorni in uno dei palchi più ambiti sia dalle stars che dagli addetti ai lavori e tutti saranno pronti a dispensare sorrisi ed autografi. E speriamo dispensino pure un bel cinema! \n\n\n\n\n\n\n\nAvrò il privilegio come blogger di recensire le opere cinematografiche della 72esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia a nome della Fondazione Giovanni Santin Onlus.La Fondazione che ha sedi in Italia e all’estero si propone di promuovere l’arte sia essa intesa come pittura\, scultura e video con una serie di iniziative che vanno dalle mostre d’arte\, agli eventi formativi e molto altro. L’auspicio della fondazione è quello di trasmettere alle nuove generazioni e far conoscere ad un pubblico sempre più ampio le innovazioni e le tendenze più attuali nel panorama dell’arte contemporanea internazionale. \n\n\n\nNon mi resta che darvi appuntamento per le novità e per i film che verranno presentati. A presto e… buon cinema! \n\n\n\nChiara Orlando
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/al-lido-di-venezia-fervono-i-preparativi-venezia-72/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/1.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150825
DTEND;VALUE=DATE:20150826
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T161320Z
LAST-MODIFIED:20240421T184222Z
UID:10000021-1440460800-1440547199@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:VENEZIA 72: I PRIMI TRE FILM STRANIERI
DESCRIPTION:Manca davvero pochissimo alla 72esima Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia. Nell’imbarazzo della scelta dei film da presentare per primi\, abbiamo ceduto alle lusinghe dei film stranieri più attesi ed oggi vi daremo qualche piccola anticipazione su tre pellicole in concorso. Anche se in realtà c’è qualcuno che afferma che Venezia stia subendo le angherie degli altri Festival e stia perdendo in prestigio\, di registi\, sceneggiatori e stars ne vedremo parecchi al Lido di Venezia. \n\n\n\nEverest \n\n\n\nRompiamo il ghiaccio con un film che di ghiaccio ne ha in abbondanza nei suoi centocinquanta minuti di proiezione: Everest.Everest\, da voci di corridoio e dal trailer lanciato ufficialmente il 4 giugno\, sembrerebbe un prodotto che lo spettatore troverà gradevole a fine proiezione.D’altra parte il cast stellare che avremo il piacere di vedere in questa pellicola\, è solito affondare i denti su qualcosa di ben fatto e il film pare risponda a queste caratteristiche. \n\n\n\n\n\n\n\nE’ Baltasar Kormákur a dirigere e ci riporta indietro ad un fatto di cronaca accaduto negli anni novanta – per la precisione nel 1996 – di cui si parlò a lungo. Quella che vedremo raccontata in pellicola sarà la tragedia che colpì un gruppo di alpinisti sul monte Everest (furono ben 12 persone le persone che persero la vita nell’incidente). Il cast conta attori del calibro di Jason Clarke\, Jake Gyllenhaal\, Josh Brolin\, John Hawkes\, Robin Wright\, Michael Kelly\, Sam Worthington\, Keira Knightley e Emily Watson. \n\n\n\n\n  \n\n\n\n\nBlack Mass – L’ultimo gangster \n\n\n\nJohnny Depp ritorna sul grande schermo con il ruolo di mafioso irlandese – e pure informatore dell’ FBI- che sembra essere fatto apposta per lui.E anche se in realtà ci eravamo abituati al suo essere camaleontico dopo i tanti film di Tim Burton\, vederlo vestire i panni (molto sporchi) di questo cattivone irlandese\, ci fa pensare che i suoi limiti siano ancora lontani. \n\n\n\nIl regista Scott Cooper\, lo stesso di Crazy Heart con cui si è portato a casa due Oscar (anche grazie ad uno strepitoso Jeff Bridges)\, firma questa terza opera. Si dice che ne sentiremo parlare a lungo\, anche dopo la presentazione ufficiale a Venezia 72. Gli altri attori sono tutti di spessore:Benedict Cumberbatch\, Kevin Bacon\, Joel Edgerton\, Sienna Miller e per ultima Dakota Johnson\, l’unica su cui abbiamo delle forti riserve dopo il deludente 50 shades of grey. \n\n\n\n\n  \n\n\n\n\nJanis \n\n\n\nNon può mancare in questo primo tris di anticipazioni un altro film che siamo davvero curiosi di vedere: Janis.In fondo ci sembrava impossibile che nessuno avesse mai pensato di raccontare in pellicola la signora Joplin. A ciò pensa finalmente Amy Berg\, quella Berg che si sta facendo conoscere soprattutto per i documentari. E così\, anche sul red carpet di Venezia zeppa e pantalone a zampa d’elefante verranno finalmente sdoganati e potremo tirare un sospiro di sollievo.Ironia a parte\, ci auguriamo che questo film possa mettere d’accordo gli amanti del rock\, ma pure il resto del pubblico su una delle voci più belle di tutti i tempi. \n\n\n\nChiara Orlando \n\n\n\nper Fondazione Giovanni Santin Onlus  \n\n\n\nhttps://fondazionegiovannisantinets.it/
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/venezia-72-i-primi-tre-film-stranieri/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/image-2.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150826
DTEND;VALUE=DATE:20150827
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T162712Z
LAST-MODIFIED:20240421T184128Z
UID:10000022-1440547200-1440633599@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:VENEZIA CINEMA: GLI ALTRI FILM STRANIERI
DESCRIPTION:Prima di tuffarci in quelli che saranno i film italiani in concorso alla 72esima Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia\, desideriamo dare ancora qualche anticipazione sugli altri film stranieri attesi dal pubblico e dalla giuria. \n\n\n\nIl caso Spotlight \n\n\n\nNon dev’essere stato facile per Thomas McCarthy cimentarsi nella regia di questo film che ha per tema l’inchiesta sui casi di pedofilia avvenuti nell’arcidiocesi di Boston nel 2002. Indubbiamente si tratta di un canovaccio intrigante e che ci auguriamo abbia affrontato con intelligenza\, vista l’alta probabilità di polemiche.“Il dubbio” con gli straordinari Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman aveva già toccato un tema così delicato con un risultato difficile da eguagliare. \n\n\n\n\nI protagonisti di ” Il caso Spotlight”\n\n\n\n\nMa veniamo a Il caso spotlight: quando la notizia di Boston trapelò ai media\, fu un vero scandalo e l’allora Arcivescovo Bernard Francis Law finì addirittura col dimettersi. I giornalisti del Boston Globe che misero in luce la vicenda riuscirono pure a guadagnarsi un Premio Pulizer per il lavoro svolto.Il cast di questo film è stellare: tra tutti spicca il piacevole Mark Ruffalo con la complicità di bravi attori del calibro di Rachel McAdams\, Michael Keaton\, Stanley Tucci\, Liev Schreiber e John Slattery.Il trailer è in grado di dare già un’idea di quello che possiamo aspettarci al cinema\, senza per questo essere troppo spoiler. C’è chi giura di sentire già odore di award. Non ci resta che aspettare solo qualche giorno per poterlo vedere. \n\n\n\n\n  \n\n\n\n\nRemember \n\n\n\nImpossibile non pensare a This must be the place dopo aver visto il trailer di Remember di Atom Egoyan.La similitudine con uno dei personaggi chiave del film che aveva per protagonista Sean Penn inThis must be the Place è piuttosto marcata. In Remember ritroviamo un ex vittima dell’ Olocausto che\, come il padre di Penn\, è preda di grandi conflitti interiori ed anche malato d’Alzheimer. \n\n\n\n\nChristopher Plummer in una scena di Remember.\n\n\n\n\nIl tema trattato potrebbe essere una spina sul fianco di qualsiasi regista\, ma il cast tra cui spicca un grande Christopher Plummer dovrebbe essere una garanzia. Ad accompagnarlo in questo ruolo difficile ci sono Martin Landau e Bruno Ganz. \n\n\n\nEquals \n\n\n\nDrake Doremus\, quello di Like crazy\, dirige Nicholas Hoult e Kristen Stewart in un questo film che piacerà agli amanti dei film che mescolano fantascienza\, romanticismo e genere drammatico. \n\n\n\n\nUn’immagine tratta dal film “Equals” con Kristen Steward e Nicolas Hoult\n\n\n\n\nQuello che incuriosisce di questo film è senza dubbio la trama che vede i protagonisti vivere in un futuro dove i sentimenti non esistono più. Le cose cambiano quando un morbo li colpisce e fa sì che ritornino a provare dei sentimenti a cui non erano più abituati: la paura\, l’affetto\, la gioia\, l’amore\, il dolore.Il cast scelto da Doremus è composto oltre che dai giovani Hoult e Steward anche da Jacki Weavere Guy Pearce. \n\n\n\nChiara Orlando \n\n\n\nper Fondazione Giovanni Santin Onlus  \n\n\n\nhttps://fondazionegiovannisantinets.it/
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/venezia-cinema-gli-altri-film-stranieri/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-1-2.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150828
DTEND;VALUE=DATE:20150829
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T163342Z
LAST-MODIFIED:20240421T183956Z
UID:10000023-1440720000-1440806399@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:IL CINEMA ITALIANO IN CONCORSO A VENEZIA 72
DESCRIPTION:Alla 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica verranno presentati cinquantacinque lungometraggi. Tra questi\, i film in concorso sono ventuno\, quelli fuori concorso sedici. Alla sezione Orizzonti faranno capo diciotto opere. Questa è la quantità di opere che la giuria dovrà esaminare per decretare i vincitori ed assegnare il Leone d’Oro. \n\n\n\nE il cinema italiano? Non temete: ce ne sono quattro di film italiani (validissimi) in concorso e oggi ci concentreremo proprio su quelli.Avremo il piacere di ritrovare un lavoro di Marco Bellocchio con il film Sangue del mio sangue\, poi Luca Guadagnino con A bigger splash\, Piero Messina con L’attesa e Giuseppe M. Gaudinocon Per l’amor vostro. \n\n\n\n\nUna scena del film “Sangue del mio sangue”\n\n\n\n\nPartiamo da Bellocchio che in Sangue del mio sangue si circonda di tutti gli attori con cui ama lavorare: Roberto Herlitzka\, il figlio Pier Giorgio Bellocchio\, Alba Rohrwacher e Filippo Timisolo per citarne alcuni.Il primo trailer svela qualcosa del film\, ma non riusciamo a dare un morso sostanzioso alla storia. Quello di cui siamo certi è che sarà piuttosto insolito. Il film è girato a Bobbio\, dove il regista aveva precedentemente girato I pugni in tasca. \n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n  \n\n\n\nTilda Swinton ritorna a lavorare con Guadagnino nel film A bigger splash\, film di cui ancora non siamo riusciti a vedere il trailer\, ma di cui ci possiamo abbastanza fidare grazie al cast scelto. I più informati dicono che si rifaccia a La Piscine. Gli altri attori che affiancheranno la Swinton sonoDakota Johnson\, Matthias Schoenaerts e il sempre affascinante Ralph Fiennes. \n\n\n\n\nIl cast di A bigger splash con il regista Guadagnino: dalla sinistra Matthias Schonenaerts\, Tilda Swinton e Dakota Johnson \n\n\n\n\nIl film L’attesa di Messina\, che verrà distribuito da Medusa film\, è ambientato nell’entroterra siciliano: le due protagoniste del film\, tra cui spicca Juliette Binoche\, attendono l’arrivo del figlio la prima e del fidanzato la seconda. L’attesa diventa per loro un atto di fede ed amore.Accanto alla Binoche troviamo Lou de Laâge\, Giorgio Colangeli\, Domenico Diele\, Antonio Folletto\, Corinna Lo Castro e Giovanni Anzaldo. \n\n\n\n\n  \n\n\n\n\nValeria Golino nel film Per amor vostro di Gaudino è una donna napoletana che ha condotto una vita senza pensare a se stessa\, ma volta ad assecondare i suoi famigliari. Pur essendo di aiuto agli altri\, non riesce a fare la stessa cosa su se stessa e resta piena di dubbi e paure. Le cose cambiano quando riesce ad ottenere una posizione di lavoro stabile e decide di dare una svolta alla sua vita. \n\n\n\n\nUna scena tratta dal film “Per l’amor vostro”\n\n\n\n\nNel cast con Valeria Golino\, Massimiliano Gallo e Adriano Giannini. \n\n\n\nChiara Orlando \n\n\n\nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/il-cinema-italiano-in-concorso-a-venezia-72/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-2-2.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150901
DTEND;VALUE=DATE:20150902
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T165008Z
LAST-MODIFIED:20240421T183645Z
UID:10000028-1441065600-1441151999@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:JANIS : UN TRIBUTO BEN RIUSCITO
DESCRIPTION:Ci sono voluti otto anni alla regista Amy Berg per recuperare il materiale e realizzare Janis\, il documentario sulla vita di una delle più belle voci femminili mai esistite. \n\n\n\nIl risultato è un lavoro certosino di selezione di contenuti\, immagini\, tracce audio e video rarissimi.E’ un bel omaggio a Janis Joplin quello presentato dalla capace Berg che non si limita a raccontare la Joplin del palco e dei backstage\, ma la caratterizza anche in modo intimistico presentando la Joplin in tutta la sua complessità. E lo fa senza mai caratterizzarla e tanto meno dare giudizi. \n\n\n\n\n\n\n\nIl rischio che questo documentario si trasformasse in un prodotto mediocre c’era e in tanti forse\, non appena si è sparsa la voce che questo“film” sarebbe stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia\, avranno pensato al peggio. Per i pessimisti questa volta è andata male: Janis non è il solito altarino per ricordare il grande artista scomparso. \n\n\n\nL’unico altare – se proprio dovessimo prenderne in considerazione uno- è quello su cui fare salireAmy Berg\, che con questo lavoro conferma di saper realizzare in modo eccellente questo genere di prodotto.Ma torniamo a Janis: la cosa che abbiamo gradito di più sono state le tracce audio e le lettere alla famiglia\, proprio quella famiglia che non è mai riuscita a comprenderla. Per loro Janis era una figura difficile di cui non sono mai riusciti completamente a condividerne le scelte. E per scelte\, facciamo riferimento a ciò che la spingerà ad essere anticonformista e così diversa dalle altre ragazzine di Port Arthur. \n\n\n\n\n\n\n\nLa Joplin lascerà Port Arthur da giovanissima – con sua e nostra somma gioia. Di lì in poi\, non senza difficoltà\, Janis Joplin si dedicherà alla musica\, l’unica cosa che la faceva sentire veramente se stessa. \n\n\n\nChiara Orlando \n\n\n\nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/janis/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-7.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150915
DTEND;VALUE=DATE:20150916
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T183622Z
LAST-MODIFIED:20240421T184953Z
UID:10000032-1442275200-1442361599@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:11 MINUTES
DESCRIPTION:Sono bastati solo due degli “11 minutes” di Jerzy Skolimowsky per farmi capire che non mi sarei annoiata durante la proiezione di questo film. D’altra parte\, era stato lo stesso regista ad affermare in conferenza stampa che questo film era la sua personale risposta all’action movieMade in USA.\nE il risultato è davvero un film che gli americani possono invidiare. \n \nÈ il tempo la chiave di lettura con cui analizzare l’ultimo capolavoro di Skolimowsky. Un tempo che fa da trait d’union in tutte le storie di questo film che il Maestro polacco fa sbalzare (letteralmente) fuori dallo schermo. Tuttavia Skolimowsky non vi entra in profondità\, proprio perché pensa stia allo spettatore la decisione di scavare o meno dentro queste vite.\nDifficile dire se chi si impegnerà a mettere insieme i pezzi di questo puzzle intricato\, riuscirà mai a finirlo: sono troppi forse i dettagli da analizzare. O forse sono in pochi ad avere la sensibilità del regista. \n \nÈ sbalorditiva la freschezza con cui il settantenne Skolimowsky dirige un cast – a me sconosciuto – ma davvero talentoso. Già\, la freschezza: ciò che è mancato nelle opere dei registi italiani con la metà degli anni di Skolimowsky in concorso a Venezia. \n\nÈ un vortice quello in cui ci spinge dentro Skolimowski: la sua impeccabile regia analizza il comportamento dell’essere umano nell’attualità del tempo presente. Alle azioni di un marito geloso\, di una attrice\, di un ladro\, di un corriere fanno seguito quelle che possono sembrare delle conseguenze\, ma forse è più semplicemente il caso ad accomunarne i destini?\nIn questo apparentemente disordinato thriller ad alta tensione il pluripremiato regista di Essential Killing e Le départ\, continua a regalarci una grande prova di regia\, tenendoci sempre col fiato in sospeso. \n \nL’unica cosa che mi ha tormentata per tutto il film era se prestare attenzione al disastro patinato alla “ David La Chapelle” o tifare per uno dei personaggi che si trovano invischiati in un presente che mai diventerà futuro.\nD’altra parte\, è questo forse quello su cui pone l’attenzione Skolimowsky: noi siamo adesso\, il futuro non esiste. \nChiara Orlando \n  \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/11-minutes/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/11-minutes.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150918
DTEND;VALUE=DATE:20150919
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T183945Z
LAST-MODIFIED:20240421T184913Z
UID:10000033-1442534400-1442620799@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:REMEMBER
DESCRIPTION:È stata una scelta coraggiosa quella di Atom Egoyam di girare Remember. Il regista e produttore canadese affronta un tema delicato come quello dell’olocausto. Sono tanti registi ad essersi cimentati in questo tipo di soggetto\, ma in pochi sono riusciti a trarne dei film di cui ci rimane memoria – inevitabile gioco di parole – della “memoria”.\nRemember è un film che si è meritato ogni minuto di applausi a Venezia. Anch’io\, come il resto del pubblico\, mi sono abbandonata a fine proiezione in un lungo battimano al regista presente in Sala Grande. \n\nAltra standing ovation va al cast di attori non più giovanissimi\, con le physique du rôle adatto ad interpretare questa pellicola.\nE del cast\, non possiamo solo citare il brillante Christopher Plummer\, ma anche Dean Norris\,Bruno Ganz ed uno strepitoso Martin Landau\, che con la sua lettera guiderà il protagonista in un involontario (o forse volontario?) viaggio interiore. \n\nIn tanti avevamo il dubbio che Remember potesse essere il film già visto sul tragico sterminio di massa\, ma non è così. Ed anche se all’inizio del film abbiamo la sensazione che a Zev\, degente in una casa di cura e malato di alzheimer a cui è morta la moglie da pochi giorni\, non possa succedere nulla di così eclatante\, col trascorrere dei minuti capiamo che di cose gliene capiteranno tante. Forse pure troppe. \n\nSarà un suo caro amico della casa di cura (un evergreen Martin Landau) a guidarlo – grazie ad una lettera dettagliatissima – in una vera e propria missione per scovare il feroce nazista che ha sterminato la sua famiglia ad Auschwitz.\nE così\, lettera alla mano\, il burbero e allo stesso tempo tenero Zev\, intraprenderà un viaggio che lo porterà addirittura ad oltrepassare il confine ed arrivare in Canada. \n\nSebbene nel film non ci siano specifici riferimenti a ciò che è accaduto nei campi di concentramento ai protagonisti\, si comprende quanto all’epoca la folle realtà possa essere stata confusa con qualcosa di irreale\, nel disperato tentativo di sfuggire al tragico destino. \nIl film Remember è esattamente come la lettera che guida Zev nella caccia al feroce assassino nazista: impeccabile. \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/remember/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/remember.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150920
DTEND;VALUE=DATE:20150921
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T184233Z
LAST-MODIFIED:20240421T184754Z
UID:10000034-1442707200-1442793599@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:MARGUERITE
DESCRIPTION:L’amore per il bel canto di Marguerite non è direttamente proporzionale al suo talento\, ma ciò non sembra abbatterla.\nXavier Giannoli ci racconta così la signora Dumont alla 72^ Mostra del cinema di Venezia. \n\n \nL’attrice Catherine Frot sul red carpet di Venezia prima della proiezione ufficiale del film in Sala Grande \n\nPer raccontare il film presentato due settimane fa in Concorso a Venezia occorre fare un passo indietro: il regista belga si è ispirato a Florence Foster Jenkins\, soprano americano degli anni ’40\, con scarse doti canore\, ma con tutto l’appeal della grande diva. \n\n \nL’attrice Catherine Frot nel ruolo di Marguerite Dumont in una scena del film \n\nGli amici della Dumont\, pur partecipando ogni anno al concerto benefico che tiene in casa propria per raccogliere fondi a favore di una causa\, la sbeffeggiano e si prendono gioco in segreto delle sue stonature.\nIl marito dal canto suo\, stanco di assistere al triste spettacolo\, fa di tutto per arrivare in ritardo alle esibizioni della ricca moglie mettendo in scena improbabili guasti d’auto. \n\nAllo stesso concerto che tiene per gli amici aristocratici che la deridono\, partecipa pure un giornalista anti-convenzionale che vede invece nella Dumont una grande artista\, proprio perché capace di esprimersi in modo così libero.\nLe viene proposto dallo stesso Lucien di esibirsi su un palco vero\, in un vero teatro\, con un vero pubblico.\nSeppure con incertezza\, decide di accettare la proposta ed inizia a prendere lezioni di canto da un cantante lirico ormai in declino.\nMarguerite è un film leggero\, ma il regista ha l’accortezza di descrive la Dumont nella sua totalità\, ossia come una donna in cui felicità e passione si mescolano ad amarezza ed infelicità. \n\n \nMichel Fau nel ruolo di insegnante di bel canto di Marguerite in una scena del film \n\nNon mancano scene divertenti e godibili\, ma anche attimi in cui per forza siamo portati a riflettere in merito alla difficoltà che abbiamo nell’essere noi stessi e nel poterci esprimerci liberamente. \n\nIl cast fa scorrere rapidamente ogni minuto della pellicola: ottima l’interpretazione di Catherine Frot nel ruolo principale\, Sylvain Dieuaide nel ruolo del giornalista Lucien\, di André Marcon nel ruolo del marito e di un perfetto Michel Fau\, nell’interpretazione di vecchia gloria della lirica. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/marguerite/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/marguerite-catherine-frot.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150924
DTEND;VALUE=DATE:20150925
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T184529Z
LAST-MODIFIED:20240421T184706Z
UID:10000035-1443052800-1443139199@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:VIVA LA SPOSA
DESCRIPTION:Il protagonista di Viva la sposa si guadagna da vivere organizzando spettacoli di compleanno per bambini. La sua è una vita precaria\, fatta di corse in furgone e pomeriggi passati al bar davanti alla bottiglia.\nPur vivendo una condizione di assoluto disagio\, è di animo buono e in lui non mancano i valori e i sani principi. Valori e principi che invece vengono meno nelle persone che incontrerà lungo gli 85 minuti di film. \n\nLa sua storia si mescolerà con quella di chi si guadagna da vivere truffando le assicurazioni\, di chi si prostituisce ed è madre di Salvatore (che forse è suo figlio)\, di chi fa il carrozziere ed offre alloggio agli immigrati\, di chi vorrebbe andarsene a vivere in Spagna con l’amica\, ma che alla fine rimane a Roma.\nNel film di Celestini ci sono tutti gli ingredienti per raccontare una periferia romana in perenne lotta per la sopravvivenza.\nAnche se l’impegno del regista è quello di raccontare la realtà di quanto accade lontano da Via Veneto e dal centro città dei privilegiati\, la quantità di bruttezza riesce a stancare. \n \nE non solo per via delle truffe\, degli alloggi disastrati e dei personaggi che ci vivono dentro che non vorremmo mai incontrare\, ma soprattutto perché ciò viene raccontato con una patina grigiastra capace di rovinare anche le scene in cui sembrerebbe esserci spazio (forse) per un cambiamento positivo. \n\nA differenza del film Blanka\, presentato in concorso per Orizzonti\, il film dell’autore romano non è capace di raccontare in modo brillante un contesto socio-economico difficile\, ma ne appesantisce la visione. \n\nAnche nel film Blanka è la tragica vita della periferia ad essere protagonista\, ma aldilà del contenuto difficile del film\, il modo in cui se ne parla è diverso e riesce ad appassionare il pubblico.\nAnche i protagonisti di Blanka vivono nella povertà\, nell’abbandono e vivono di espedienti\, ma a fine proiezione lo spettatore riesce ad emozionarsi.\nNel film Viva la sposa\, non c’è né immedesimarsi né emozione. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/viva-la-sposa/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/viva-la-sposa-2.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20151005
DTEND;VALUE=DATE:20151006
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T185221Z
LAST-MODIFIED:20240416T185221Z
UID:10000036-1444003200-1444089599@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:LA SERATA DI APERTURA
DESCRIPTION:E’ stata una serata di apertura all’insegna delle novità quella che si è tenuta sabato per la 34esima edizione di Pordenone Silent al Teatro Comunale Verdi. La prima novità è stata il cambio nella direzione del Festival: David Robinson saluta la platea dicendo “Welcome home” per l’ultima volta. Direttore del Festival dal 1997\, cede il testimone a Jay Weissberg che lui stesso introduce al pubblico. A tutti quest’ultimo è parso assolutamente adatto alla carica che ricoprirà dal prossimo anno. \n\nLa seconda sorpresa è stata la consegna del sigillo della città di Pordenone a David Robinson da parte del Sindaco di Pordenone Pedrotti. Robinson\, del tutto ignaro della cosa\, si è dimostrato onorato e commosso dell’essere cittadino onorario della cittadina friulana. Un riconoscimento\, quello fatto a Robinson\, che mette in evidenza quanto Pordenone punti ad essere sempre di più riconosciuta come capitale della cultura del Nord-Est. \n\nUno scatto che ritrae la platea del Teatro Comunale Verdi \n\nMa veniamo alle due proiezioni di ieri sera: il primo film ha avuto per protagonisti due insoliti Romeo e Giulietta in un paesino innevato della Foresta Nera. Alla mia prima esperienza di cinema muto\, mai mi sarei aspettata di divertirmi così tanto e di apprezzare la bellezza di un’opera di Ernst Lubitsch che venne presentata per la prima volta 95 anni fa al pubblico. \n  \nIl film è stato stampato dal negativo originale e successivamente è stato imbibito secondo la tecnica dell’epoca. Quest’opera appartiene alla serie di commedie che lo stesso Lubitsch realizzò per la Maxim-film GmbH. Ciò che mi è piaciuto molto di questo film è stato il modo insolito di raccontare la storia dei due innamorati\, osteggiati sì dalle loro famiglie\, ma pure protagonisti con le stesse di rocambolesche e divertentissime imprese. \n\nUna scena tratta da Romeo und Juliet im Schnee \n\nSin dalla prima scena\, che vede il magistrato locale pesare due salsicce offerte dalle famiglie rivali\, i Montekugerls e i Capulethoferd\, si ha un assaggio dell’ironia che seguirà per tutti i 41′ minuti successivi. Splendido anche l’accompagnamento musicale al film di Octuor de Francescritto e condotto da Antonio Coppola. \nUna scena tratta dal film “Maciste alpino” \nLa seconda pellicola presentata è stata Maciste Alpino\, un’opera del 1916 di Luigi Maggi e Luigi Romano Borgnetto. Il film può essere definito come il miglior film di propaganda bellica mai realizzato in Italia ed è impossibile non “innamorarsi” del protagonista. É un Maciste dal cuore tenero e dalla simpatia contagiosa quello che abbiamo visto in quest’opera che affronta il tema difficile della prima guerra mondiale e i 95′ di proiezione scorrono veloci. Certosino è il lavoro di restauro portato avanti dal Museo Nazionale del Cinema di Torino\, di cui abbiamo ammirato questa copia restaurata del 2014. \n \n  \n un breve estratto di Maciste Alpino \nCome era accaduto per La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia\, anche nel caso di questa nuova esperienza del Cinema Muto\, non avevo nessuna aspettativa\, proprio per non rischiare di rimanere delusa. E la delusione ovviamente non c’è\, ma solo una nuova passione per il Cinema Muto. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/la-serata-di-apertura/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/pordenone-silent-opening.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20151011
DTEND;VALUE=DATE:20151012
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T185755Z
LAST-MODIFIED:20240421T193205Z
UID:10000038-1444521600-1444607999@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:PROLOGUE\, 6 MINUTI DI VERA MAGIA
DESCRIPTION:È l’inquadratura di una montagna di mozziconi di matite ad aprire Prologue\, l’opera del pluri premiato Academy Oscar winner Richard Williams. Prologue dura sei minuti\, ma sono sei minuti di pura poesia. Ero davvero curiosa di vedere proiettato questo film che rompe tutti gli schemi del prodotto d’animazione: alla base del progetto di Williams c’è un episodio della guerra tra Sparta ed Atene raccontato attraverso i suoi disegni. \n\nPrologue\, la locandina del film di Richard Williams \nOgni inquadratura equivale ad un singolo disegno realizzato a mano dal famoso padre di “Chi ha incastrato Roger Rabbit”. Prologue è stato portato avanti contemporaneamente ad altri progetti\, frutto della passione per il disegno dello stesso direttore\, poi messo a punto con la più sofisticata tecnologia. \n\n\nEd è magica la matita che disegna il fiore dove si intrufola un calabrone\, per poi lasciare spazio al viso spaventato di una bimba che osserva la crudele battaglia tra gli spartani e gli atenesi. \n\nRichard Williams per chi non lo sapesse è anche il creatore della sigla di queste Giornate del Cinema Muto dove\, con il suo tratto inconfondibile e con il mophing\, trasforma l’uno nell’altro i grandi del Cinema Muto.\nDal primo minuto di proiezione sino all’ultimo devo ammettere però di essere stata parecchio disturbata: non vedevo l’ora di tornare a casa per mettermi a disegnare. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/prologue-6-minuti-di-vera-magia/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/prologue-locandina.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20151011
DTEND;VALUE=DATE:20151012
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T185429Z
LAST-MODIFIED:20240416T185429Z
UID:10000037-1444521600-1444607999@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:THE MARK OF ZORRO
DESCRIPTION:Mi aspettavo di vedere una storia avvincente\, è vero\, visto che Zorro è un po’ il capostipite dei super eroi\, ma mai mi sarei immaginata che The Mark of Zorro fosse una pellicola così spassosa. Appena uscita dalla sala\, mi sono subito chiesta quanto si fossero divertiti nel 1920 gli spettatori dell’epoca: come me? Più di me? \n \nE’ una storia curiosa quella di The Mark of Zorro: il film viene realizzato in un periodo storico in cui vi è un grande bisogno di evasione per scrollarsi di dosso gli anni bui della guerra e per ritornare a vedere le cose in modo positivo. E’ anche un periodo in cui però non basta più qualche acrobazia per divertire il pubblico che negli ultimi anni si è fatto sempre più esigente. \n \nDouglas Fairbanks\, l’attore che veste i panni di Zorro\, era desideroso di girare un film in costume e il suo sogno era quello di interpretare il ruolo di D’Artagnan nei Tre Moschettieri. Operazione difficile visti i costi di realizzazione e la cui riuscita non era assicurata. \n \nFairbanks decide quindi di misurarsi con un altro film in costume girato in California\, dove i costi di produzione potevano essere ancora contenuti: The Mark of Zorro. La sua interpretazione di Zorro rilancia la sua carriera: la pellicola è impeccabile sotto ogni aspetto ed è piena zeppa di scene divertenti e avvincenti. Il film\, undicesima pellicola prodotta dalla United Artists\, sbanca al botteghino e riscuote un enorme successo. \n \nMa cos’è che rende così vincente questo film di Fred Niblo? Indubbiamente il fatto che Zorro – termine spagnolo che significa volpe- abbia una vita segreta e una doppia identità: il fannullone figlio di papà e il coraggioso ed affascinante Zorro. \n\nLa locandina di The Mark of Zorro \n\nLa trasformazione in uno due caratteri avviene nel momento in cui Fairbanks entra con il suo destriero nel nascondiglio segreto nel palazzo del padre. E come ogni eroe buono che si rispetti\, Zorro ha pure l’animo gentile\, ma la spada veloce per difendere l’oppresso. Ed è pure un gran galantuomo. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/the-mark-of-zorro/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/the-mark-of-zorro-locandina.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20151012
DTEND;VALUE=DATE:20151013
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T190933Z
LAST-MODIFIED:20240416T190933Z
UID:10000042-1444608000-1444694399@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:RISATE RUSSE: L’IMPIEGATO STATALE
DESCRIPTION:Nell’ampio programma di Pordenone Silent è stato dedicato ampio spazio anche alla cinematografia russa con la rassegna “Risate russe”\, un genere che personalmente amo meno rispetto al cinema muto americano o europeo perché a mio avviso un po’ pesante e troppo “politico”.\nDel filone “Risate russe” ho visto “L’impiegato statale” di Ivan Pyriev\, film girato nel 1931 che narra la storia di Apollon Fokin\, uno scrupoloso cassiere statale che passa le giornate a contare denaro per il partito. Pur essendo un lavoratore instancabile e rispettoso\, nutre una segreta invidia per le alte cariche del Soviet che a differenza di lui godono di potere e privilegi. \n\nUna scena di “L’impiegato russo” \n\nUna notte\, mentre sta rientrando a casa con una valigetta piena di denaro viene assalito da un bandito: il cassiere si batte con ogni mezzo per far sì che il malvivente non abbia la meglio sulla valigetta\, ma nella lotta quest’ultima vola giù dalle scale. \nUn’immagine del Teatro Comunale Verdi dove si è tenuta la Rassegna di Cinema Muto \nFokin\, che all’inizio è disperato perché pensa che la valigetta sia andata perduta\, ritroverà più tardi la borsa con tutto il suo contenuto. Sebbene all’inizio sia combattuto sulnon sappia se rendere o meno il denaro al Soviet\, cede all’insistenza della moglie che gli fa capire quali progetti possono finalmente realizzare con quell’ingente somma di denaro. Quando sembra che la sua vita stia finalmente cambiando in meglio\, le cose iniziano a complicarsi… \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/risate-russe-limpiegato-statale/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_20151011_180544.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20151012
DTEND;VALUE=DATE:20151013
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T190556Z
LAST-MODIFIED:20240416T190556Z
UID:10000041-1444608000-1444694399@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:THE PHANTOM OF THE OPERA
DESCRIPTION:Si è chiusa con The Phantom of the Opera\, la 34esima edizione di Pordenone Silent.\nIl Teatro Comunale Verdi per l’occasione non era solo gremito di appassionati di cinema che hanno seguito tutta la rassegna di cinema muto\, ma anche di curiosi che\, proprio qui a Pordenone\, hanno avuto modo di vedere la pellicola accompagnata dalle note dell’Orchestra San Marco.\nThe Phantom of the Opera col tempo si è rivelato un grande successo\, ma in pochi sanno che dall’inizio delle riprese sino al montaggio del film\, è stato un susseguirsi di intoppi e ritardi. \n\nLon Chaney\, l’attore che personifica The Phantom – uno degli attori più in voga del periodo- era già sotto contratto con uno altro studio di produzione\, la M-G-M. Per il regista Rupert Julian\, la sua presenza era fondamentale proprio perché lui era “l’uomo dei mille volti” e dalla grande mimica. \n\nJulian fa carte false per averlo\, ma durante le riprese il rapporto tra regista e attore si deteriora così tanto che i due non comunicano più tra di loro. A questo problema si sommano i continui ritardi delle riprese e la decisione di cambiare il finale da parte dei dirigenti della Universal.\nIl film tuttavia ha successo e hanno seguito nel corso degli anni diverse reinterpretazioni e musical. \n\nLa pellicola del 1925 rimane per lo più fedele al racconto di Léroux\, in cui viene narrata la storia di un’attrice che si trova a fare la sostituta all’Opera di Parigi. Christine\, questo è il nome della protagonista\, raggiunge fama e gloria grazie ad una voce misteriosa che risiede nei sotterranei del palazzo. I due si incontrano e la fanciulla riesce finalmente a dare un volto alla voce misteriosa: è il fantasma dell’Opera. \n\nUna delle scene con Lon Chaney nel ruolo del fantasma dell’opera \n\nQuesti le dichiara il suo amore e lei disubbidendo ai suoi ordini gli strappa la maschera per vederlo in viso. Il fantasma privato della maschera si mostra in tutte le terrificanti fattezze. Il fantasma tradito dalla ragazza scatena la sua ira ed offre alla ragazza la possibilità di cantare ancora una volta se questa accetta di non vedere più il Visconte de Chagny\, di cui è innamorata. \n\nUna delle locandine originali di The Phantom of the Opera \n\nMi piace pensare che Il Fantasma dell’Opera sia la prima vera anticipazione del filone horror che tanto appassiona una grande fetta di pubblico. Tanto festoso nelle scene ambientate nei sontuosi saloni dell’opera\, quanto terrificante nelle scene ambientate nelle segrete\, il film è in grado di far vivere allo spettatore un’atmosfera gotica senza tempo. Impeccabile l’accompagnamento musicale dell’orchestra diretta da Mark Fitz-Gerald in grado di narrare a colpi di note le scene. Viene messa in rilievo anche la grande capacità mimica degli attori di scena\, uno su tutti proprio Lon Chaney\, da cui non si riescono a togliere gli occhi di dosso dalla sua entrata in scena sino alla sua dipartita. Anche se spaventosamente brutto. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/the-phantom-of-the-opera/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/the-panthom-of-the-opera-locandina.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20151012
DTEND;VALUE=DATE:20151013
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T190304Z
LAST-MODIFIED:20240421T193128Z
UID:10000040-1444608000-1444694399@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:DIE PUPPE
DESCRIPTION:Se alla serata inaugurale delle Giornate del Cinema Muto ho apprezzato Romeo und Juliet im Schnee di Lubistch\, con la proiezione di Die Puppe mi è stato impossibile non rimanere conquistata dallo stesso regista.\nNei film di Lubitsch non vi è nulla di lasciato al caso\, tanto meno in questa sua opera del 1919. Lui stesso dirà poco prima di morire di essere la sua preferita\, perché tra tutte quella da lui reputata più brillante ed innovativa. Maniacale è la cura per ogni dettaglio: dalla scenografia\, alla stessa interpretazione degli attori vengono diretti dallo stesso Lubitsch con estrema attenzione. Con ogni probabilità ciò lo si deve al fatto che lui stesso prima di essere regista è attore e trasferisce la sua esperienza al cast. \n\nDie Puppe è tratto dal libretto di Maurice Ordonneau per La Poupée\, un’opera di Edmond Audran del 1896.\nTutti i protagonisti della pellicola rimangono fedeli a quelli dell’opera\, tranne la ragazza\, a cui viene lasciato lo stesso nome dell’attrice che la interpreta: Ossi Oswalda. Quest’ultima diventerà una delle attrici preferite del regista che la vorrà in ben dodici pellicole.\nIl film inizia con un piccolo prologo che vede Lubitsch nel ruolo di “trovarobe”: in un vecchio baule vengono trovati dei giocattoli per cui verrà allestita una scenografia di cartone affinché possano riprendere vita. \n \nSebbene il film narri con tono fiabesco la storia di Lancelot\, impaurito dal gentil sesso\, ma costretto a prender moglie per risollevare l’economia dei monaci presso il quale è ospite\, esso nasconde una vena assai più maliziosa. \n \nAnzi\, mi sento di definirla molto simile ad una commedia sexy in cui in due o tre scene i riferimenti sono pure piuttosto espliciti. Mi ha sorpreso che questa opera di Ernst Lubitsch non fosse stata bandita dalla feroce critica tedesca dell’epoca e che l’unica critica fosse stata rivolta al modo in cui sono stati descritti i monaci: avidi\, arrivisti e manipolatori. \n\nNegli Stati Uniti invece la sottile malizia del buon Lubitsch non è stata vista di buon grado e la pellicola venne proibita a New York e ne venne ridotta la distribuzione. \n\nLa Locandina di Die Puppe \n\nLubitsch diverte e lo fa in modo incalzante\, ma non è solo la sua nota spassosa ad essermi tanto piaciuta. Eccellente è il cast e la pianificazione con cui sono state girate le scene. Mi sorprende pensare si tratti di un film girato negli anni venti vista l’accuratezza della costruzione delle scene\, soprattutto quelle in cui vi sono effetti visivi davvero ben riusciti. Effetti che adesso noi realizziamo al computer\, ma quelli di Die Puppe hanno tuttavia un altro sapore. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/die-puppe/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/die-puppe-locandina.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20151012
DTEND;VALUE=DATE:20151013
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T190109Z
LAST-MODIFIED:20240416T190109Z
UID:10000039-1444608000-1444694399@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:TUTTO È PRONTO PER LE GIORNATE DEL PORDENONE SILENT 34
DESCRIPTION:Non mi è ancora passata del tutto la sensazione di dondolio tipica del vaporetto\, che è già tempo di concentrarmi in un’altra interessante rassegna.\nAvrò il privilegio di recensire per la Fondazione Giovanni Santin Onlus le opere cinematografiche delle imminenti Giornate del Cinema Muto\, un Festival che a detta di Mueller è al secondo posto tra quelli italiani.\nE sarebbe proprio uno di quegli eventi a cui bisognerebbe andare tutti impomatati con una bella bombetta in testa\, bastone e baffo disegnato dalle sapienti forbici del barbiere Marino. In casa non ho trovato né bombetta\, né bastone\, né tanto meno il numero di telefono del buon Marino\, ma non ho potuto resistere e mi sono disegnata i baffi da attore di cinema muto\, al fine di vivere lo spirito del Festival. \n\nMa a cosa si deve il successo crescente delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone? Beh\, innanzitutto alla qualità del programma e all’organizzazione in grado di far scorrere senza intoppi un calendario fittissimo di proiezioni\, eventi e conferenze. Oltre a rendere omaggio a questo genere di film\, il Festival dona prestigio alla cittadina di Pordenone\, visto che dal 3 all’ 11 ottobre sono tantissimi gli ospiti internazionali a frequentarla. Pordenone Silent\, al pari di Pordenonelegge\, trasforma la cittadina friulana in un ambiente colto\, vivo e multiculturale. \n\nLa locandina del Festival del Cinema Muto di Pordenone \n\n\nE così com’è stato per l’esperienza alla Mostra del Cinema di Venezia\, sarò alla mia prima volta per Le Giornate del Cinema Muto.\nIl programma che è già online da qualche giorno non lascia dubbi sul fatto che quest’anno di proiezioni ed interventi interessanti ce ne saranno parecchi: 2015_GCM_Calendario_w_rev01\nAlla serata di inaugurazione della kermesse verrà proiettato “Romeo und Julia im Schnne” di Ernst Lubitsch. Sarà li che darò il mio primo “morso” – cercando di farlo in modo silenzioso ovviamente – a questo Festival del Cinema Muto. Quella di sabato sarà una versione insolita della storia di Romeo e Giulietta\, visto che Lubisch ci restituirà la gioia dei due protagonisti ed il lieto fine. E se nel corso di questi mesi estivi abbiamo pensato che l’inverno non potesse arrivare mai\, con questa pellicola ambientata in un paesino innevato della Foresta Nera\, capiremo che l’inverno è più vicino di quanto sembri. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/tutto-e-pronto-per-le-giornate-del-pordenone-silent-34/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/le-giornate-del-cinema-muto-1.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20151101T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20151101T170000
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T165325Z
LAST-MODIFIED:20240421T183544Z
UID:10000029-1446364800-1446397200@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:(NOT) A BIGGER SPLASH
DESCRIPTION:Le urla del pubblico e l’entrata in scena di Tilda Swinton versione David Bowie\, ci avevano illuso che questo film potesse essere carico di energia\, ma ci sbagliavamo. A Bigger Splash\, is not that big. \n\n\n\nIl materiale per ricavarci un bel film c’era\, non possiamo affermare il contrario: l’idea di raccontare la convalescenza di una rock star a Pantelleria per recuperare la voce e la sua interazione con gli altri tre protagonisti è interessante\, ma non è bastato. In tanti ci siamo sentiti traditi una volta usciti dalla sala. \n\n\n\n\nRalph Fiennes e Tilda Swinton in una scena del film\n\n\n\n\nMa cos’è a non funzionare in A Bigger Splash? L’errore più grande è scelta del cast\, che seppur stellare\, non riesce a trovare la propria dimensione nel film. Il motivo è molto semplice: nessuno è adatto al ruolo che gli viene assegnato da Guadagnino. \n\n\n\n\n\n\n\nRalph Fiennes è per la prima volta stonato\, nell’interpretare il vecchio produttore\, amico nonché amante della rock star Marianne. In A Bigger Spash l’attore di Il paziente inglese è decisamente sopra le righe\, egocentrico e fastidioso. Non si può dire che non sia capace \, ma visto che ci ha abituati ad altri ruoli\, lo vediamo “fuori dal suo naturale elemento”.Stessa cosa vale per la Swinton\, anche se di lei abbiamo tuttavia apprezzato la scelta di essere una rock star senza voce. La mimica sarà l’unico mezzo che le permetterà di comunicare con gli altri tre amici nel film. \n\n\n\n\n  \n\n\n\n\nEd è proprio la difficoltà di comunicazione ciò su cui vuole puntare l’attenzione Luca Guadagnino: un tema complesso e quanto mai così attuale.Degli attori\, forse il più credibile è il bello (e bravo) Matthias Schoenearts\, che abbiamo avuto il piacere di vedere qui a Venezia anche in The Danish Girl. \n\n\n\n\nMatthias Schoenearts con Tilda Swinton\n\n\n\n\nNel film di Luca Guadagnino alcune scene belle ci sono\, soprattutto grazie alla cornice di una Pantelleria assolata. Poi però\, quando si ha la sensazione che finalmente la storia riprenda la nota distorta che ci era piaciuta all’inizio\, non resta più nulla.Anzi\, purtroppo qualcosa resta: un Corrado Guzzanti che fa la parodia dell’ufficiale delle forze dell’ordine. E anche se è vero che all’idillio fa seguito la tragedia e alla tragedia fa seguito la farsa\, in questo finale ci aspettavamo un fuoco d’artificio. Magari proprio uno di quelli che vengono sparati durante le celebrazioni religiose dei paesini siciliani. \n\n\n\nChiara Orlando \n\n\n\nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/not-a-bigger-splash/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-8.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20151201
DTEND;VALUE=DATE:20160101
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T174648Z
LAST-MODIFIED:20240416T174648Z
UID:10000031-1448928000-1451606399@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:L'ATTESA
DESCRIPTION:Ho sempre avuto un debole per Juliette Binoche\, per il suo pallido incarnato e per quel suo modo di essere donna fragile ed allo stesso tempo forte: nel film L’attesa di Messina questi due aspetti si amalgamano alla perfezione.\nL’attesa non è un film incalzante\, né tanto meno uno di quelli in cui più storie si intrecciano.\nLa pellicola ruota tutta attorno ad una donna (Juliette Binoche) e a Jeanne\, la ragazza di Giuseppe\, figlio della prima. Jeanne decide di raggiungere Giuseppe in Sicilia per trascorrere le vacanze di Pasqua. Come arriva nella casa di famiglia\, capisce che è accaduto qualcosa di tragico. \nJuliette Binoche in una scena del film \nÈ infatti un lutto in famiglia a suggellare il loro incontro e sin dalla prima scena si comprende che non si tratta di un lutto normale\, ma di una dramma intollerabile. \n \nSeppure si ha a volte l’impressione che la storia “si trascini un po’ troppo”\, il risultato è comunque molto piacevole. Sarà forse merito della regia di Piero Messina che\, oltre a regalarci un bello spot di promozione della regione Sicilia\, si fa apprezzare per il suo cinema introspettivo che in alcune scene ricorda il miglior Terrence Malik. \n \nSingolare il modo in cui le due donne si relazionano: comunicano (o non comunicano a seconda dei punti di vista) per lo più con lo sguardo.\nD’altra parte\, per Juliette Binoche vi è una difficoltà reale nel parlare di quanto accaduto proprio perché è incapace di elaborare il lutto. \n\nIl tema affrontato da Messina non è di certo una novità\, ma il regista siciliano ha il merito di non cadere nelle incongruenze come era successo ad altri registi italiani.\nOltre ad una strepitosa Juliette Binoche\, il film conta su di una brava Lou de Laâge\, che speriamo di avere modo di apprezzare in pellicole future. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlu
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/lattesa-2/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/l-attesa-3.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20151202T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20151202T170000
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20130416T165600Z
LAST-MODIFIED:20240421T184315Z
UID:10000030-1449043200-1449075600@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:L'ATTESA
DESCRIPTION:Ho sempre avuto un debole per Juliette Binoche\, per il suo pallido incarnato e per quel suo modo di essere donna fragile ed allo stesso tempo forte: nel film L’attesa di Messina questi due aspetti si amalgamano alla perfezione.L’attesa non è un film incalzante\, né tanto meno uno di quelli in cui più storie si intrecciano.La pellicola ruota tutta attorno ad una donna (Juliette Binoche) e a Jeanne\, la ragazza di Giuseppe\, figlio della prima. Jeanne decide di raggiungere Giuseppe in Sicilia per trascorrere le vacanze di Pasqua. Come arriva nella casa di famiglia\, capisce che è accaduto qualcosa di tragico. \n\n\n\n\nJuliette Binoche in una scena del film\n\n\n\n\nÈ infatti un lutto in famiglia a suggellare il loro incontro e sin dalla prima scena si comprende che non si tratta di un lutto normale\, ma di una dramma intollerabile. \n\n\n\n\n\n\n\nSeppure si ha a volte l’impressione che la storia “si trascini un po’ troppo”\, il risultato è comunque molto piacevole. Sarà forse merito della regia di Piero Messina che\, oltre a regalarci un bello spot di promozione della regione Sicilia\, si fa apprezzare per il suo cinema introspettivoche in alcune scene ricorda il miglior Terrence Malik. \n\n\n\n\n\n\n\nSingolare il modo in cui le due donne si relazionano: comunicano (o non comunicano a seconda dei punti di vista) per lo più con lo sguardo.D’altra parte\, per Juliette Binoche vi è una difficoltà reale nel parlare di quanto accaduto proprio perché è incapace di elaborare il lutto. \n\n\n\n\n  \n\n\n\n\nIl tema affrontato da Messina non è di certo una novità\, ma il regista siciliano ha il merito di non cadere nelle incongruenze come era successo ad altri registi italiani.Oltre ad una strepitosa Juliette Binoche\, il film conta su di una brava Lou de Laâge\, che speriamo di avere modo di apprezzare in pellicole future. \n\n\n\nChiara Orlando \n\n\n\nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/lattesa/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-9.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20151231
DTEND;VALUE=DATE:20160101
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T191203Z
LAST-MODIFIED:20240416T191203Z
UID:10000043-1451520000-1451606399@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:LOST RIVER
DESCRIPTION:Avevo letto così tante critiche negative su Lost River\, l’opera prima alla regia di Ryan Gosling\, che ho voluto farmi un’opinione.\nTanta era l’attesa per l’uscita di questo film presentato a Cannes lo scorso maggio che i critici non hanno tardano a recensirlo negativamente definendolo folle\, insensato e inguardabile. \n\nL’attrice Saoirse Ronan in una scena del film \n\nNon sono un’amante del genere noir o fantasy\, ma devo ammettere che mi è piaciuto l’approccio con cui Gosling racconta una fairytale ambientata in una Detroit che non ha nulla a che vedere con la città simbolo degli anni 80-90\, del boom economico e di tutto ciò che è più universalmente riconosciuto come americano: dall’industria automobilistica a Eminem. \n\nSe la Detroit che avete in mente è quella della Chrysler e del consumismo sfrenato\, Gosling vi farà vedere senza tanti filtri una città deserta\, fatiscente ed abbandonata a se stessa.\nAbbandonata a se stessa lo è pure la protagonista incarnata da Christina Hendricks con cui il canadese aveva già lavorato in Drive e che ha voluto fortemente sul set.\nBilly (Christina Hendricks) è una madre single di due figli che non riesce più a pagare la casa dove vive. Si rivolge alla banca per ridiscuterne le condizioni e ad accoglierla troverà un Ben Meldenson (Dave) che le farà un’insolita proposta. \n\nL’attore Ben Mendelson in una scena del film \n\nBilly accetterà la proposta di Dave ed inizierà ad intrattenere i frequentatori di un club per amanti di un genere di spettacoli piuttosto macabri.\nBones (Iain De Caestecker)\, il figlio maggiore di Billy\, passa le sue giornate a sciacallare le case disabitate\, rubando le condutture in rame per poterle rivendere. Proprio mentre esce con il malloppo dall’ultima casa\, si scontra con Bully (Matt Smith)\, un ragazzo temuto che si atteggia a capo della città. Tra i due nascerà una rivalità ed un odio reciproco che si chiuderà con un triste epilogo. \n \nForse ciò che mi ha affascinato di più nel film sono le storie secondarie – ma non meno importanti – che vengono narrate nel film. Una su tutte la vicenda della nonna di Rat (Saoirse Ronan)\, l’adolescente che vive nella stessa via di Bones e con cui lui stringerà una profonda amicizia. Tra atmosfere dark e vecchi video in bianco e nero\, Gosling racconta il dramma e la fragile bellezza che questa signora anziana cela sotto una velina e labbra rosse. Il fatto che non parli più dalla morte del marito è forse una metafora che dovremmo cogliere? Rimarrò sempre con questo dubbio.\nLost River fa centro nei tagli delle immagini\, nella scelta quasi esclusiva di girare con le sole luci diurne/notturne e ha un dialogo\, sebbene ridotto all’osso\, interessante. \n\nL’attrice Eva Mendes in una scena del film \n\nBen Mendelson è divino nel ruolo di Dave. È capace di rendere credibile un personaggio quasi surreale. Il regista ha il merito di aver scelto un cast di attori non tanto stellare – in quanto a fama – quanto di qualità dal punto di vista delle capacità recitative.\nPeccato che alla fine di tutte le inquadrature\, della fotografia\, della scelta di una colonna sonora alla Refn\, risulti debole proprio la “fairytale”: la città sepolta nell’acqua rimane sepolta anche nella nostra testa a pochi minuti dall’uscita del cinema. \nChiara Orlando
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/lost-river/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/Lost-river-poster.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20160124
DTEND;VALUE=DATE:20160125
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T192508Z
LAST-MODIFIED:20240421T193022Z
UID:10000045-1453593600-1453679999@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:MELANIA MAZZUCCO
DESCRIPTION:Melania Mazzucco ringrazia la Fondazione Giovanni Santin Onlus per la collaborazione nel promuovere il suo libro “il Museo del Mondo”. \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n \n\n  \n“Promuovere la conoscenza degli scritti e delle ricerche di Melania Mazzucco è un grande piacere. il Museo del Mondo (Einaudi) rappresenta uno degli strumenti più interessanti per conoscere il mondo dell’arte non solo contemporanea” \nAlessandra Santin 
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/melania-mazzucco/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/thumbnail-10.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20160124
DTEND;VALUE=DATE:20160125
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T191955Z
LAST-MODIFIED:20240416T191955Z
UID:10000044-1453593600-1453679999@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:9 GENNAIO CONCERTO D’ORGANO DEL TRIO VOIX CÈLESTE
DESCRIPTION:CONCERTO  D’ORGANO \nDel Trio Voix Cèleste \nSabato 9 Gennaio ad ore 20\,00 \nChiesa della Madonna dell’Orto \nVenezia \nSono state eseguite eseguite musiche di L.Perosi\, J.S.Bach\,G.F.Handel\, C. Franck\, G. Rossini\, C. Saint Saens\, A. Adam \nSara Fanin Soprano – Chiara Balasso Mezzosoprano \nIvan Furlanis Organo \nCon il contributo di Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/9-gennaio-concerto-dorgano-del-trio-voix-celeste/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC_2434-FILEminimizer-1100x729-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20160131
DTEND;VALUE=DATE:20160201
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T193050Z
LAST-MODIFIED:20240416T193050Z
UID:10000046-1454198400-1454284799@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:THE BIG SHORT
DESCRIPTION:Subprime morgages\, SCDOs\, Syntetic SDO’s: queste alcune tra le parole chiave che troverete nei dialoghi del cast stellare di The Big Short\, La grande scommessa. Un linguaggio finanziario sconosciuto ai più che Adam McKay\, già regista di Ancorman\, The Other Guys e la serie Funny or Die\, riesce a rendere più comprensibile. E lo fa con grande abilità.\nThe Big Short è la storia di un gruppo di outsiders che a cavallo tra il 2005 e 2007 si rende conto che il mercato immobiliare americano è basato su fondi estremamente a rischio. Ed è destinato irrimediabilmente a crollare. Un paradosso\, se si pensa che JPMorgan Chase\, Goldman Sachs\, Bear Stearns\, AIG\, and Lehman Brothers erano considerati dei colossi intoccabili da crack finanziari. Ma di marcio nei titoli presenti nei pacchetti finanziari ce n’è da vendere e ciò che alla fine si innesca è un vero e proprio “Ponzi scheme”. \n\nSteve Carell e Ryan Gosling in una scena del film \n\nIl film è tratto da The Big Short: Inside the Doomsday Machine\, il libro di Michael Lewis\, che serve da “canovaccio” a questa intricata storia. Ma veniamo ai “personaggi” di cui questo film è ricco: Christian Bale impersonifica il dott. Michael Burry\, un eccentrico manager finanziario amante del rock\, delle t-shirt e dei tagli di capelli economici. Lui è il primo a leggere ed analizzare le migliaia di dati dei pacchetti finanziari e lo fa pure con un occhio solo\, visto che l’altro l’ha perso in tenera età. \n\nL’attore Christian Bale in una scena di The Big Short \n\nBizzarro\, a-sociale e geniale\, il personaggio che interpreta Bale è convinto che le banche e gli enti finanziari stiano in piedi grazie ad un complicato sistema di frode che gode del beneplacito delle autorità che valutano i rating: la piramide è marcia dalle sue fondamenta. \n \nUn Steve Carell come non lo si è mai visto prima mette tutti d’accordo sul suo talento e ci fa capire che non è solo il re della commedia. In The Big Short impersonifica Mark Baum\, un fastidioso\, petulante manager finanziario che scopre\, grazie ad una telefonata di Jared Vennett (Ryan Gosling) quanto alta sia la possibilità di una bolla nel mercato immobiliare. Gli altri personaggi che si intrecciano in questo film avvincente sono Ben Rickerd (Brad Pitt) che aiuterà i novellini Charlie Geller (un bravissimo John Mangaro) e Jamie Shipley (Finn Wittorock) a diventare ricchi\, e molti altri personaggi paralleli. \n \n  \nThe Big Short\, Trailer in lingua italiana \nBrillante e acuto\, questo film di McKay è imperdibile non solo per la storia\, ma anche per la qualità della sceneggiatura (che lui ha curato personalmente con Charles Randolph) e per un montaggio insolito ed incalzante. \n\nNella foto Brad Pitt e l’attore Finn Wittrock \n\nThe Big Short è il film per chi\, come me\, ama le storie avvincenti e i film che ti incollano alla sedia. Sperando non sia quella del vostro studio quando ricevete il resoconto dell’andamento delle vostre azioni. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/the-big-short/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/the-big-short-film-actors-ok.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20160215
DTEND;VALUE=DATE:20160216
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T193406Z
LAST-MODIFIED:20240416T193406Z
UID:10000047-1455494400-1455580799@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:THE REVENANT
DESCRIPTION:Tom Hardy e Leonardo Di Caprio in una scena di The Revenant \n\nNon ci sono dubbi sul fatto che Leonardo Di Caprio sia uno degli attori più talentuosi della sua generazione\, ma definire la sua interpretazione in The Revenant da Oscar\, è un’altra cosa. \nDiciamo che se gli venisse assegnata la famosa statuetta in oro zecchino per The Revenant\, direi che se l’è sudata per tutte le altre grandi interpretazioni. Io l’ho trovato particolarmente brillante in The Wolf of Wall Street\, dove nel ruolo di Jordan Belfort\, ci ha divertito nel caricaturizzare il personaggio affidatogli da Scorsese. \n \nIn The Revenant Di Caprio è bravo nel rendere palpabile (forse anche troppo) la sofferenza a cui è sottoposto Hugh Glass\, un cacciatore di pelli dell’Ottocento che viene abbandonato dai suoi stessi compagni di spedizione e riuscirà a sopravvivere nelle sconfinate foreste del Missouri. \n\nL’attore Leonardo Di Caprio in una scena del film \n\nE di foreste\, acqua e nevicate ne vedremo parecchie in questa pellicola di Alejandro González Iñárritu. Sebbene The Revenant non sia un genere di film mainstream\, sin dalla prima inquadratura ho avuto la sensazione che fosse un film di cui ci si ricorderà\, un po’ come era successo decenni fa a Balla coi Lupi. La regia del messicano va tuttavia ben oltre la mia citazione ed è il motivo principale per cui The Revenant va visto. Di Caprio ha raccontato che sul set faceva così freddo che ci sono stati momenti in cui le cineprese non funzionavano. A me\, viene da dire che se fosse merito del luogo così impervio un tale capolavoro di regia\, varrebbe la pena che gli altri registi ci provino. \n \nAnche Emmanuel Lubezki va menzionato\, perché la sua fotografia in The Revenant ci restituisce una natura a cui non siamo più abituati.\nNel cast assieme a Leonardo Di Caprio brilla pure Tom Hardy\, l’attore britannico che Nicholas Windin Refn aveva voluto nella parte del muscoloso Bronson e nel recente Mad Max – Fury road. Hardy è bravo\, lo è da sempre ed è un piacere rivederlo nella parte di un vero “cattivo”. \n\nL’attore britannico Tom Hardy\, candidato all’Oscarcome attore non protagonista \n\nTuttavia\, mi viene pure da pensare che\, in quelle condizioni\, portare a casa la pelle (sia in un senso\, che nell’altro) significava anche venire meno della propria umanità. \nChiara Orlando
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/the-revenant/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/The-Revenant-Di-Caprio-1.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20160229
DTEND;VALUE=DATE:20160301
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T193711Z
LAST-MODIFIED:20240416T193711Z
UID:10000048-1456704000-1456790399@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:STEVE JOBS
DESCRIPTION:Non è mai troppo tardi.\nMi appello a questa frase per scrivere in extremis la recensione di un film che ho trovato interessante e che spero stanotte possa portare a casa una statuetta\, quella per l’attrice non protagonista Kate Winslet.\nSteve Jobs è un film passato in sordina rispetto ai vari Revenant e Spotlight. Al botteghino è stato pure un flop e il motivo potrebbe essere dovuto al fatto che racconta l’aspetto più personale di Mr. Apple\, persona geniale ma complessa. \n\nUn’immagine che ritrae il cast del film: da sinistra Seth Rogen nei panni di Steve Wozniak\, Michael Fassbender nei panni di Steve Jobs e Kate Winslet nei panni di Joanna Hoffman \n\nIl fatto che un film su Steve Jobs fosse già stato realizzato\, non ha giocato a favore della pellicola. Sebbene ad Aston Kutcher – a cui era stata affidata la parte nel primo film – bisogna dare atto che era pressoché identico al giovane Jobs\, mancava dello smalto per affrontare un ruolo di questo genere.\nDopo un casting difficile\, viene fatto il nome di Michael Fassbender che di smalto – e molto altro – ne ha da vendere. A lui spetta l’ardito compito di appropriarsi della personalità di Steve Jobs e raccontarne il “dietro le quinte”. \n \nMichael Fassbender recita bene\, ma al film mancano tutti gli ingredienti per incassare il plauso generale. Quello che ho amato di più di questi 122 ‘\, è il fatto che fosse messa in luce la “grandezza nei ragionamenti” di Steve Jobs\, anche quando è presuntuoso oltre ogni limite. \n \nPer quanto riguarda la regia\, Danny Boyle sceglie di girare tutte scene in spazi claustrofobici come nei camerini dei teatri\, nei corridoi e via dicendo. L’unica scena in cui riusciremo a vedere la luce del sole è quando Jobs parla alla figlia – che non aveva mai voluto riconoscere – sul tetto di un palazzo qualche istante prima di tenere il suo discorso per il lancio del Mac. \n\nMichael Fassbender in una scena del film \n\nFiglia e madre faranno sempre parte di quella cerchia di persone che dialogheranno con lui prima dei momenti più importanti della sua carriera.\nSe vi fosse ancora difficile trovare un motivo per cui andare a vedere Steve Jobs\, sappiate che è un film che va visto per il talento di Kate Winslet: nei panni della storica assistente Joanna Hoffman è semplicemente strepitosa. \n\nL’attrice Kate Winslet in una scena del film \n\nNon vi è una sbavatura ed è sempre convincente. È ironico pensare che la Winslet dica di non essere particolarmente avvezza alle nuove tecnologie. Già! Proprio lei che personifica una donna che ha vissuto per anni a fianco dell’uomo che ha rivoluzionato la tecnologia odierna. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/steve-jobs/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/steve-jobs-michael-fassbender.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20160301
DTEND;VALUE=DATE:20160302
DTSTAMP:20260420T030552
CREATED:20240416T194027Z
LAST-MODIFIED:20240416T194027Z
UID:10000049-1456790400-1456876799@fondazionegiovannisantinets.it
SUMMARY:OSCAR 2016
DESCRIPTION:Ieri sera il mondo intero ha tirato un sospiro di sollievo: il Kodak Theather di Los Angeles ha consacrato il talento di Leonardo di Caprio.\nA Di Caprio viene assegnato l’Oscar come migliore attore protagonista per la sua ultima fatica (pure fisica) in The Revenant: nel film di Inarritu\, il fitto dialogo a cui era abituato con Scorsese scompare\, per lasciare spazio ai gesti e agli sguardi. \n\nIl Kodak Theater di Los Ageles. Photo Credits @Greg Hernandez. https://www.flickr.com/photos/greginhollywood/ \n\nSebbene dalla notte dei Golden Globes fosse quasi partito il toto scommesse per la sua vittoria\, quello di Leonardo è stato uno degli Oscar su cui io non avrei scommesso.\nE non perché non se lo meriti\, ma perché si scontrava con altri attori che quest’anno avevano dato prova delle loro grandi capacità di recitazione: Bryan Cranston con Trumbo\, Michael Fassbender con Steve Jobs e Eddie Redmayne in The Danish Girl. \nTra tutti\, sebbene io abbia un debole per Cranston\, sono comunque contenta che sia Di Caprioad essersi portato a casa la statuetta per le sue interpretazioni memorabili: una su tutte quella di The Wolf of Wall Street. \nL’attrice che si porta a casa la statuetta come migliore attrice protagonista è Brie Larson per Room\, un film che non ho ancora visto\, ma che è già stato messo in agenda. Cate Blanchett rimane a bocca asciutta (Carol)\, come pure Jennifer Lawrence (Joy)\, Charlotte Rampling (45 anni) e la giovanissima e bravissima Saorsie Ronan (Brooklyn). \nNella categoria per migliore attore non protagonista chi sale sul palco del Kodak Theather di Los Angeles è Mark Rylance (Il Pinte delle spie)\, mentre per la categoria migliore attrice è Alicia Vikander (The Danish girl).\nPeccato per Kate Winslet: la sua interpretazione in Steve Jobs è memorabile.\nPer quanto concerne gli altri Oscars: a Spotligh va il premio dell’Academy come miglior film. Il film\, proiettato a Venezia alla 72esima Mostra Internazionale del Cinema\, era piaciuto parecchio proprio perché equilibrato\, pur trattando un tema così difficile come quello degli abusi della Chiesa.A competere con Spotlight c’era una lista di film ben riusciti: The Big Short\, The Revenant\, Room\, solo per citarne alcuni. \n \nLe nominations agli Oscar per la migliore regia erano per: George Miller (Mad Max: Fury Road)\,Lenny Abrahamson (Room)\, Tom McCarthy (Il caso Spotlight)\, Adam McKay (The Big short) eAlejandro Gonzales Inarritu (The Revenant). Ed è proprio quest’ultimo a portare a casa il premio dell’Academy.\nL’Oscar per la migliore sceneggiatura originale spetta a Spotlight\, mentre il premio per lamigliore sceneggiatura non originale va a The Big Short.\nL’Ungheria porta a casa il premio come miglior film straniero con la pellicola Il figlio di Saul.\nL’Oscar per la miglior scenografia va alla creatura di Miller Mad Max: Fury Road e The Revenantsi porta a casa un’altra (meritatissima) statuetta per la fotografia.\nE’ un orgoglio tutto italiano quello che provo quando annunciano il nome del film vincitore per la migliore colonna sonora: The Hateful Eight\, l’ennesimo capolavoro del Maestro Ennio Morricone. \nQuesti sono stati i premi più importanti assegnati dall’Academy al mondo del Cinema: quel cinema che fa sognare e divertire e che ci fa pure riflettere.\nD’altra parte questa è proprio la sua magia. \nChiara Orlando \nper Fondazione Giovanni Santin Onlus
URL:https://fondazionegiovannisantinets.it/events/oscar-2016/
CATEGORIES:Attività
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://fondazionegiovannisantinets.it/wp-content/uploads/2024/04/oscar-academy.webp
END:VEVENT
END:VCALENDAR